HOLONIX ED EUROSYSTEM – INNOVAZIONE E RICERCA IL VOLANO DEL SUCCESSO

HOLONIX, partner EUROSYSTEM: da nuovi modelli di business alle tecnologie 4.0

L’Industria 4.0 è un’opportunità non solo per un aggiornamento tecnologico, ma anche per rivoluzionare il progetto di business dell’impresa. L’imprenditore che si avvia al 4.0 è più informato, meno scettico, ma con la necessità di essere guidato in una strada complessa e con elevato potenziale. Jacopo Cassina, CEO di Holonix, partner di Eurosystem per le soluzioni di Industria 4.0, racconta la sua esperienza.

Industria 4.0: come siamo arrivati qui? Ci può fare un breve excursus per capire da dove si origina questa evoluzione?

Gli elementi fondamentali che hanno portato all’Industria 4.0 sono la crescente riduzione del costo dell’hardware, l’estensione della connettività e la possibilità di lavorare in Cloud. Quando parliamo di hardware a basso costo pensiamo a come è cambiato il mondo dei PC e dei telefonini: lo smartphone, ad esempio, oggi è posseduto da quasi tutti e ha delle capacità enormi. L’incrocio dei tre fattori citati sopra e un mercato tecnologico più maturo hanno creato le condizioni per l’avvento dell’Internet of Things e per far si che abbia un impatto decisivo nel prossimo futuro. Con l’IoT è come se noi applicassimo uno smartphone ad ogni oggetto: come i cellulari hanno cambiato la nostra vita, l’Internet of Things cambierà il modo in cui gli oggetti sono progettati, costruiti ed utilizzati.

Le tematiche nuove e principali che l’Industria 4.0 lancia: i processi, le tecnologie, la privacy, la sicurezza, i dati… quali secondo Lei?

In realtà queste sono tutte tematiche funzionali a quella principale, ovvero definire nuovi modelli di business basati sulle possibilità offerte dalla disponibilità di sensoristica, connettività ed intelligenza artificiale/analytics. La scelta di quale tecnologia, o sistema di sicurezza, arriva dopo. Qualcosa di simile è già successo con i Social Network, che sin dall’inizio sono sembrati promettenti, ma non era chiaro come usarli per creare business e profitti. Nel caso dell’IoT e dell’Industria 4.0 esiste la tecnologia di supporto, ma il modo giusto per capitalizzarla ed ottenerne profitto varia da settore a settore se non anche da azienda ad azienda, per le grandi differenze sia “fisiche”che di mercato e di business. Ho analizzato queste problematiche, iniziando dal punto di vista di un ingegnere meccanico quale sono, seguendone poi gli aspetti di business durante il mio dottorato in ingegneria gestionale per poi applicarle concretamente in Holonix, società di cui sono fondatore. A mio avviso il vero tema, il core dell’Industria 4.0, non sono le tecnologie, ma come ottenerne un vantaggio.

Ma partiamo da queste tecnologie e parliamone: quali sono quelle che reggono l’Industria 4.0?

Sono tante, ma gli elementi caratterizzanti sono le possibilità offerte dal collegare le proprie macchine e i prodotti in lavorazione al Cloud, con vantaggi in termini di elevata potenza e bassi costi e l’opportunità di rivedere i propri processi. Le tecnologie IoT sono il primo passo, da cui derivano i Big Data, che sono da gestire, analizzare e sfruttare per ricavarne valore. L’IoT si può applicare su macchine di produzione come anche su prodotti finiti. Questo permette di cambiare il modello di business, offrendo nuovi servizi a valore aggiunto ai clienti, migliorando la customer experience e fidelizzandoli. Questo genera una mole di dati molto ampia che bisogna capire come utilizzare e valorizzare al meglio.

Quali, invece, le soluzioni proposte da Holonix?

La nostra offerta si articola in tre elementi chiave, due elementi software ed uno consulenziale. i-LiKe Platform è una soluzione che supporta la gestione della produzione e della tracciabilità logistica in azienda ed utilizza la tecnologia RFID Radio-Frequency IDentification. i-LiKe Platform è una soluzione a moduli per imprese che vogliono ottimizzare la gestione dell’intero ciclo di vita del proprio prodotto. i-LiKe Machines, invece, è una soluzione software che personalizziamo a seconda delle esigenze del cliente e che permette di fare monitoraggio macchine e gestione degli allarmi sul Cloud e da remoto (ossia se una macchina si ferma viene inviata una notifica sul cellulare), di gestire la manutenzione su condizione, di aggregare i dati realizzando un’analisi rispetto ad alcuni parametri, generando quindi regole di manutenzione predittiva oppure capendo al meglio cause e motivazioni di fermi, difettosità o guasti. È inoltre disponibile un modulo di fleet management per i produttori e i manutentori, in modo da poter vedere un indice aggregato di stato, così come delle variabili non confidenziali delle macchine e poter quindi pianificare in modo preciso ed efficiente le manutenzioni e la riprogettazione delle macchine. In questo modo produttore e utilizzatore sono sempre connessi tra loro, si massimizza il valore percepito, si rilevano i KPIs, e ottenendo i dati di utilizzo della macchina, si garantisce una maggiore competitività sul mercato. Una terza componente della nostra offerta è data dal supporto che forniamo ai processi di concreta innovazione aziendale dei nostri clienti, ovvero le nostre specifiche competenze sia di IoT che di progetti di ricerca ed innovazione a livello europeo, che usiamo per supportare le aziende nei processi di cambiamento, consigliando metodi, tecnologie e supportando i nostri partner passo passo nel cambiamento.

La ricezione dell’Industria 4.0 nelle imprese e negli imprenditori…

Quando tre anni fa si è cominciato a parlare di Industria 4.0 sono stato estremamente felice perché quello che stavamo (e stiamo) facendo aveva finalmente un nome comprensibile e noto al grande pubblico. Allo stesso modo è molto importante il lavoro che il Governo italiano sta portando avanti, di informazione sulle opportunità dell’Industria 4.0, oltre che di offerta di incentivi. Questi ultimi hanno sicuramente attirato l’attenzione degli imprenditori, ma è la diffusione dell’informazione che ha dato modo di capire i benefici dell’Industria 4.0. Quello che percepisco adesso è una notevole richiesta di essere guidati nel cambiamento e, da questo punto di vista, la formazione rimane l’elemento principe per accompagnare l’imprenditore in questa direzione. Il Governo ha avuto il grande merito di aver ascoltato e preso spunto dalle idee delle varie associazioni di categoria come Confindustria.

Innovazione e ricerca sono uno degli asset della vostra azienda. Come vi muovete per la costruzione di un prodotto/servizio e che fetta rappresenta del vostro fatturato questa divisione?

Una parte del nostro turnover proviene da iniziative di innovazione a livello europeo, svolte in collaborazione con altri partner. È un’attività a cui diamo grande visibilità e per noi strategica per l’impatto nelle nostre competenze e sullo sviluppo delle nostre soluzioni. Ma l’innovazione per noi non è tale non è applicata. Per questo partecipiamo a progetti che ci permettono di ideare e allo stesso tempo di testare il prodotto all’interno dell’azienda che poi andrà ad utilizzarlo. Abbiamo ad esempio creato un prodotto che si chiama Idea Manager e serve al management per raccogliere idee, creare sondaggi, coinvolgere i collaboratori e supportarli nei processi di Open Innovation. Lo abbiamo realizzato insieme ai migliori Innovation manager italiani ed europei, creando una soluzione che rispondesse alle loro esigenze. L’idea è nata in un progetto europeo e l’abbiamo lanciata sul mercato nella primavera di quest’anno. Il core delle nostre attività è comunque sulla realizzazione di progetti industriali di innovazione basati sull’utilizzo di tecnologie IoT e customizzati sulle esigenze di ogni singolo cliente.  

Quali sono i settori in cui operate maggiormente e quali quelli da esplorare?

Lavoriamo moltissimo con i produttori di macchine industriali; questo ci ha permesso di conoscere n modo più approfondito settori come l’automotive, quello dello stampaggio plastico, il mondo del chimico e quello alimentare.  

Ci racconta alcuni casi di progetti cliente?

Ad esempio SIRAP-Gema produce vaschette alimentari: ha un flusso giornaliero molto importante di decine e decine di camion che trasportano il prodotto in tutta Italia. Il loro problema è quello di gestire questo flusso con un’estrema efficienza operativa, considerato il basso valore unitario della merce. Il nostro sistema i-LiKe è stato quindi customizzato in modo da fornire suggerimenti agli operatori in real time su come e dove posizionare o prendere la merce, tenendo conto di tutti i parametri rilevanti (e.g.dimensioni, scadenze, distanze), minimizzando le movimentazioni ed il tempo per il singolo trasporto. Risultato: risparmio di tempo con conseguente riduzione dei costi di immagazzinamento e di trasporto del prodotto. Un altro progetto cliente, svolto presso Nearchimica, è stato un lavoro che coniuga tracciabilità, effettuata con RFID e gestione dei dati IoT. L’azienda produce materiale chimico di elevato valore per il trattamento dei tessuti. L’esigenza era legata alla minimizzazione degli scarti, l’informazione degli operatori e l’eliminazione degli errori di spedizione. Questi tre obiettivi sono stati raggiunti grazie agli RFID che permettono di conoscere la storia di ogni singolo fusto di prodotto e dell’IoT che permette di registrare i dati dei reattori dove i prodotti chimici vengono elaborati. Tutte le informazioni vanno a creare una “carta d’identità” di ogni singolo prodotto, da cui si può facilmente capirne la storia e comprendere le cause di una eventuale non conformità. Per finire, le bolle di spedizione vengono lette e verificate in modo automatico grazie agli RFID, con cui è stato raggiunto lo straordinario risultato di ridurre del 90% gli errori di spedizione.

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QUALE IMPRESA – INDUSTRY 4.0 IN PRATICA : L’INTERNET OF THINGS

Il Piano Industry 4.0 è il primo tentativo di fare una seria politica industriale in Italia da decenni, di questo bisogna rendere merito al Ministro Calenda; tutte le statistiche ci dicono che è un successo, ma, come spesso accade, quando un argomento diventa di moda (Startup mania anyone?) si finisce per parlarne fin troppo, talvolta a sproposito. Per non cadere in questa trappola, abbiamo scelto di intervistare chi si occupa di questi temi da più di un decennio, prima come ricercatore del Politecnico di Milano e ora come CEO di Holonix, società nata proprio come spin off del medesimo ateneo.

di Luca Fontana

Jacopo, l’argomento Industry 4.0 è molto inflazionato da qualche mese a questa parte, sembra quasi che non si possa parlare d’altro. Qual è la tua opinione di esperto sull’argomento?
Non esiste una definizione precisa di Industry 4.0, esistono una serie di tecnologie abilitanti con molteplici modi di essere combinati per produrre valore per le aziende: dobbiamo ringraziare i tedeschi se ora c’è un minimo di consapevolezza su quali siano. In realtà, alcune delle tecnologie di cui si parla, esistono da trenta anni. Quello che è cambiato è la loro accessibilità, che permette anche ad aziende che non siano delle multinazionali di poterne
godere: computer embedded per applicazioni industriali a poche centinaia di euro, sistemi cloud, flessibilità e possibilità di realizzare soluzioni personalizzate a costi relativamente contenuti, sono gli elementi che avvicinano
l’Industry 4.0 anche alle PMI. Certo, c’è ancora molta confusione sull’argomento; ci sono alcuni convinti che basti installare un MES (Manufacturing Execution System) per fare Industry 4.0.
Tra le diverse tecnologie abilitanti l’Internet of Things sembra essere quella di più immediata comprensione anche per il grande pubblico.
Anche in questo caso è necessario fare un po’ di chiarezza. Spesso sento confondere l’interconnessione tra le macchine (Machine to Machine) o lo scambio di dati nell’intranet aziendale come IoT: non è così, o quantomeno
non solo. Possiamo parlare veramente di IoT solo se il processo genera valore per molteplici soggetti. Superare questo limite è quello che facciamo con la nostra piattaforma, la soluzione dedicata alle macchine industriali, e
questi soggetti sono in primis il cliente, il manutentore e il produttore della macchina stessa.
Per entrare meglio nel dettaglio del funzionamento il produttore della macchina e l’utilizzatore restano in costante contatto in tempo reale, hanno a loro disposizione i parametri operativi della macchina e i KPI (Key Performance Indicators) del processo in corso. Grazie a questi dati il responsabile della produzione può procedere all’ottimizzazione continua della produzione, per esempio in un processo in cui siano coinvolte più stazioni di lavorazione è possibile identificare i passaggi meno efficienti da una macchina all’altra o quale macchina sia il cono di bottiglia e porvi rimedio con investimenti mirati.
Risulta anche più facile discernere le inefficienze dovute alle macchine e quelle dovute al personale, nel secondo caso si può intervenire con un adeguamento di procedure oppure con corsi di formazione mirati.
Il manutentore si trova quindi di fronte a una rivoluzione vera e propria delle modalità operative passando dalla manutenzione programmata, che prevede la sostituzione di componenti a intervalli prefissati sulla base di dati
storici, a quella predittiva. Con manutenzione predittiva si intende la possibilità di intervenire a sostituire i componenti solo quando effettivamente i dati raccolti segnalano che si stanno avvicinando alla fine della vita utile, in questo modo si riduce il costo generale dei ricambi e ci si mette al riparo da fermi di produzione dovuti a rotture impreviste.
L’aspetto più interessante è infine il vantaggio per il produttore del macchinario che, grazie alle informazioni che gli ritornano costantemente, può attivare processi di miglioramento continuo dei prodotti ottimizzando l’uso dei materiali e riducendo le possibili fonti di contestazione.
Ci tengo a sottolineare una cosa: non esiste una soluzione di IoT universale per qualsiasi azienda, possiamo anche applicare tecnologie simili, ma insieme al prodotto finale c’è un enorme lavoro di affiancamento al cliente e
di consulenza.

Parliamo un po’ di questa esperienza accademica, dopo tanti anni perché siete arrivati a uno spin off?
L’università è il luogo ideale per fare ricerca teorica e sviluppare nuove tecnologie; il mondo accademico viene spesso accusato di essere troppo lontano dal mercato, ma è ingeneroso.
La verità è che le esigenze della ricerca e quelle delle aziende difficilmente si incontrano. In questo senso lo strumento dello spin off è ideale per il trasferimento tecnologico e per mettere in comunicazione due mondi così
diversi, è un contenitore di competenze e tecnologie innovative che propone soluzioni al mercato rispondendo esso stesso alle esigenze e ai tempi del mercato. Il trait d’union perfetto.

Nella fase di StartUp essere uno spin off universitario fornisce qualche vantaggio?
Si e no. Se parliamo di risorse economiche non ci sono scorciatoie rispetto ad altre StartUp. Posto che le banche non sono la soluzione giusta, a meno che l’imprenditore non disponga di patrimoni personali da porre a garanzia, nel nostro caso è stato un misto di impegno finanziario personale e di fiducia che ci è stata accordata da un imprenditore illuminato che si è appassionato al nostro lavoro ancor prima che Holonix fosse effettivamente fondata. L’azienda in questione è ancora uno dei migliori  clienti e nel corso degli anni ha sviluppato con noi un sistema completo di gestione della produzione che comprende tracciamento delle merci con RFID, monitoraggio delle macchine e controllo di tutto il processo produttivo.
In questo senso tutto il supporto alla partenza è arrivato dal mercato.

E i vantaggi che derivano dall’esperienza universitaria?
Abbiamo acquisito una grande esperienza nella conquista e gestione dei Progetti Europei. Questa competenza applicata in azienda in modo virtuoso ci permette di fare Ricerca e Sviluppo dei nuovi prodotti e servizi, ci mette in
contatto con grandi realtà industriali quali IBM e MEYER (il più grande costruttore al mondo di navi da crociera).
In ambito del progetto Manutelligence abbiamo collaborato anche con Ferrari. A fine progetto la proprietà intellettuale della tecnologia sviluppata rimane di nostra proprietà.

Un ottimo esempio di come si possa fare innovazione pur essendo piccoli, almeno per ora. Puoi darci qualche numero sull’azienda?
Holonix è nata ufficialmente nel novembre del 2010.
All’inizio eravamo in tre, ora siamo una ventina. Il fatturato supera abbondantemente il milione di euro ed è in crescita stabile, abbiamo un utile soddisfacente che puntualmente reinvestiamo in azienda. Direi che al di là
della definizione legale di StartUp, abbiamo ampiamente superato quella fase e ci stiamo strutturando con organizzazione e procedure.

I vostri collaboratori vengono tutti dal mondo universitario?
Sono praticamente tutti laureati, se è questo che intendi, per l’85% in materie scientifiche e tecniche, prevalentemente Ingegneria o Informatica. Paradossalmente il fatto di essere uno spin off del Politecnico di Milano non ci
garantisce una corsia preferenziale per il personale qualificato.
Anche noi abbiamo le stesse difficoltà delle altre aziende Italiane nel trovare le risorse giuste e usiamo i canali che sono a disposizione di tutti.

Hai timori nei confronti della tipica “trappola dell’imprenditore” italiano, che dopo i primi anni diventa spesso il primo commerciale dell’azienda e talmente operativo da non aver più tempo di seguire i nuovi prodotti e le strategie di medio-lungo periodo?
Fortunatamente no, grazie alla competenza del nostro team posso permettermi di delegare parecchio, sia in ambito commerciale che per quanto riguarda lo sviluppo dei prodotti. Io, pur collaborando nei vari ambiti, mi
occupo principalmente della supervisione delle attività.

Reed Hastings, il fondatore di Netflix, ha affermato in una famosa intervista che l’istinto dell’imprenditore è ancora fondamentale nello sviluppo dei nuovi prodotti. Gli imprenditori Italiani sono famosi per questo, pensi
sia giusto?
Nella fase iniziale in cui nasce l’idea è possibile, ma in Holonix ogni nuovo prodotto viene trattato come se fosse una StartUp interna all’azienda, con un proprio business plan dedicato e un piano di sviluppo e di crescita, se il
prodotto non riesce a camminare con le proprie gambenei tempi previsti viene abbandonato e le risorse si liberano
per altre iniziative.

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TECN’E’ : LUNGO LA VIA DELL’INNOVAZIONE

Costituito da un gruppo di giovani fortemente motivati ed entusiasti in tutto quello che fanno, Holonix non è solo un importante vendor di soluzioni per la Smart Factory, ma anche un soggetto portatore di contenuti, dotato di un panel di competenze unico sul mercato. E così siamo andati a Meda, nel quartier generale dell’azienda, per farci raccontare dai suoi protagonisti cosa vuol dire fare innovazione in chiave 4.0 e poi trasformarla in soluzioni concrete e fruibili dalle imprese.

di Elisa Maranzana

 

Siamo nel cuore della quarta rivoluzione industriale, dove – come sostiene l’economista statunitense Michael Porter – l’innovazione è il tema centrale della prosperità economica.
Ma l’innovazione da sola non basta. Occorre condividerla, diffonderla e concretizzarla. Una vera e propria missione che vede in prima linea Holonix, una realtà giovane, dinamica, innovatrice, orientata al futuro, nata nel 2010 come spin-off del Politecnico di Milano dopo anni di ricerche a livello nazionale e internazionale.

IL TEAM
Tra ricercatori, dottorandi, ingegneri, dalle competenze di altissimo livello, oggi il team Holonix conta 22 persone, di cui metà donne; trent’anni circa è l’età media. Alla guida Jacopo Cassina, classe 1979, laurea in ingegneria meccanica, dottorato in ingegneria gestionale, nonché CEO e socio fondatore dell’azienda. “A livello concettuale Holonix deriva da un progetto europeo su cui lavorai durante il mio dottorato di ricerca sul tema dello Smart Product”, ci spiega. “Ma lasciare la ricerca nel cassetto non ci è mai piaciuto e così abbiamo deciso di provare a entrare nel mercato e da queste idee è nata Holonix con l’obiettivo di portare l’innovazione – sottoforma di soluzioni per la Smart Factory – nel mondo delleimprese”.
Detto, fatto. Oggi l’azienda di Meda, provincia di Monza e Brianza, basa il suo lavoro su tre colonne portanti: l’eccellenza nella ricerca e sviluppo, le soluzioni software Internet of Things (IoT) rivolte al mercato (rappresentata da soluzioni come i-Like Platform, i-Like Machines e Idea Manager), il supporto alle concrete iniziative di innovazione tecnologia delle aziende. “Oltre all’origine del know-how”, fa notare Angelo Giorgetti, neo Business Advisor di Holonix, “quello che affascina di questa realtà è la sua straordinaria capacità riconosciuta a livello europeo di portare avanti progetti di livello elevato con partner molto prestigiosi, e poi da questi riuscire a ricavare soluzioni in chiave 4.0 immediatamente fruibili dalla piccola media impresa italiana”.

DALL E ROADMAP AI PROGETTI CONCRETI
“Oltre che con partner di comprovato livello tecnologico come Dassault Systèmes, Siemens, SAP”, continua Cassina, “lavoriamo con la Commissione Europea che ci ha incaricati di tracciare delle roadmap a livello europeo sul tema Industry 4.0. Pur essendo una piccola realtà, infatti, ci è stato riconosciuto di avere una carica di innovatività e di inventiva tale da permetterci di supportare player decisamente più grandi e blasonati nel definire quelle che dovranno essere le politiche di innovazione a livello europeo nel mondo ICT per il manufacturing”. Ed è proprio il delineare di queste roadmap che ha permesso e permette a Holonix di intercettare quelli che sono i filoni di ricerca più importanti e andare così a lavorare per riuscire a sopperire le reali necessità delle aziende. Questo a livello pratico si traduce nella partecipazione a numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali cofinanziati dalla Commissione Europea con l’obiettivo di investigare nuove tecnologie, accrescere le proprie competenze e acquisirne di nuove, conoscere nuovi mercati e partner. “Stiamo per esempio lavorando a una soluzione, chiamata Human”, ci spiega Eva Coscia, R&I Director di Holonix, “che usa capacità che derivano dall’utilizzo di tecnologie IoT e di intelligenza artificiale per capire come si possa migliorare la simbiosi tra uomo e macchina”.

ITALI A 4.0: A CHE PUNTO SIAMO?
Ma parliamo di Italia, perché è in questo mercato che il know-how e il panel di competenze di Holonix viene perlopiù riversato a livello concreto. “L’85% del tessuto industriale del nostro Paese è fatto da piccole e medie imprese ed è proprio questo il target su cui lavoriamo”, ci spiega Lara Binotti, Sales Director di Holonix. “Ma non è sempre semplice far capire e trasmettere alle aziende quelle che sono le nostre reali e concrete capacità”.
Quindi le imprese del nostro Paese sono o non sono pronte per Industry 4.0? “Intanto partiamo dal presupposto che nel Piano Industria 4.0 rilasciato dal Ministero per lo Sviluppo Economico nel 2016 c’è anche una parte dedicata alle infrastrutture e una riservata a formazione e informazione”, ci risponde Binotti. “Quindi sicuramente c’è un investimento da parte del Governo in tal senso. Questo Piano e gli incentivi statali attualmente in essere hanno certamente attirato l’attenzione e finalmente le aziende hanno capito che devono prendere questa strada, senza più aspettare: oggi non si può più produrre né vendere come si faceva una decina di anni fa. L’asset della tecnologia e dell’innovazione diventa sempre più strategico per le imprese affinché possano rimanere sul mercato e competere. L’importante è che anche chi è più disorientato comprenda che oggi è essenziale affidarsi a realtà qualificate che – come Holonix – sono portatrici di referenze molto serie derivanti sia dal fatto di essere uno spin-off del Politecnico di Milano sia dalla collaborazione con le diverse associazioni di categoria”.
Alle considerazioni di Lara Binotti fanno eco quelle di Eva Coscia: “La mia percezione è che in Italia ci siano tante aziende ed eccellenze pronte e curiose. Quello che sta facendo l’Europa è supportare concretamente le aziende, rendendo i risultati della ricerca fruibili nei tempi e modi richiesti dal mondo della produzione ed utilizzando differenti meccanismi di sviluppo e disseminazione dell’innovazione, per aiutarle a evolvere dall’eccellenza di prodotto, in cui l’Italia già brilla, all’eccellenza di prodotto/servizio, includendo nella loro offerta tutti quegli aspetti che il mondo digitale abilita.
Oggi è necessario produrre in modo più efficace ed efficiente soluzioni su misura del cliente. E le tecnologie abilitanti sono lo strumento essenziale per farlo. Ed è proprio su questo assunto che si basa l’approccio al cliente di Holonix: piccoli passi fatti insieme per arrivare a un obiettivo finale più grande, dove l’uomo resta al centro e le macchine sono al suo servizio. “Conosciamo procedure e processi”, continua Binotti. “Siamo in grado di fare uno scouting tecnologico delle tecnologie a supporto, sappiamo fare tutto quello che è Industry 4.0, aiutiamo a fare efficienza con quelli che sono i tools abilitanti soprattutto laddove possono esserci delle inefficienze. Tutto questo lo portiamo avanti dialogando con il cliente e creando insieme a lui la soluzione. Il nostro lavoro si fa vendendo un progetto fatto di analisi, consulenza, esperienza e passione”.

 

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TECN’E’ : INDUSTRIA 4.0? L’ABBIAMO REALIZZATA

Il Piano Nazionale Industria 4.0 è l’occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale.

L’innovazione è oggi l’asset strategico che permette alle aziende di continuare a competere. La manifattura 4.0 è un nuovo modo di interpretare la produzione industriale, fondata su una connessione sempre più complessa tra il mondo fisico e il mondo digitale. Holonix, Spin-off del Politecnico di Milano, Socio UCIMU, ha ideato e sviluppato i-LiKe Machines, l’innovativa soluzione che permette di rendere le macchine industriali intelligenti e comunicanti, assolvendo così i requisiti richiesti dal Piano Nazionale Industria 4.0.

Tramite i-LiKe Machines è possibile monitorare in real time i tempi di ciclo della macchina e dei pezzi prodotti; ricevere allarmi in caso di malfunzionamento, fermo macchina e anomali, ottimizzare la pianificazione delle attività di manutenzione, massimizzare l’affidabilità degli impianti, ridurre i guasti e i tempi di down time, visualizzare i KPIs, accedere a statistiche e report di utilizzo della macchina.

Per i produttori macchine, i-LiKe Machines è l’unico sistema ad oggi sul mercato in grado di fornire un’interfaccia dedicata alla geolocalizzazione del parco macchine installato presso i propri clienti, permettendo una reale interconnessione come prescritto dal Piano Industria 4.0.

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HOLONIX ED ELEA SPA INSIEME A FABBRICA FUTURO : LA VIA DELL’INNOVAZIONE 4.0!

Lo spin off del Politecnico di Milano sponsor ufficiale dell’evento che si terrà a Torino il 28 Settembre

Meda,Gottolengo 6 Settembre 2017- Tutti gli attori del mercato manifatturiero riuniti in un’unica location per mettere a confronto le idee, raccontare i casi di eccellenza e proporre soluzioni concrete per le aziende manifatturiere di tutto il territorio italiano. Il 28 Settembre Holonix, che si occupa di ottimizzazione dei processi produttivi e soluzioni integrate per il ciclo di vita del prodotto, accompagnando le aziende nel cammino verso l’Industria 4.0, sarà sponsor ufficiale del convegno Fabbrica Futuro che si terrà a Torino presso il Pacific Hotel Fortino (Strada del Fortino, 36).

Durante l’evento, il CEO di Holonix, ing. Jacopo Cassina e Luca Martini, Direttore operativo e del personale di Elea Spa, leader nella progettazione e realizzazione di arredamenti e soluzioni espositive per la GDO e la Distribuzione organizzata terranno uno speech congiunto dal titolo “Internet of Things e Industry 4.0: la via dell’Innovazione!”.

“L’Industry 4.0, per le imprese del settore manifatturiero, rappresenta un’occasione di sviluppo, di creazione di nuovi modelli di business e di rilancio.- dichiara l’ing. Jacopo Cassina – Le tecnologie Internet of Things sono in grado di rendere le cose intelligenti, aumentando la conoscenza e la capacità di integrazione. Ogni dispositivo IoT produce dati che devono essere memorizzati ed elaborati, per essere utilizzati da tutti gli interlocutori aziendali al fine di ottimizzare ed efficientare l’intero ciclo produttivo”. “

“La partnership di Elea Spa con Holonix, rappresenta la non scontata opportunità di effettuare un percorso di crescita culturale e realmente innovativa – dichiara Luca Martini – Gestire efficientemente la progressiva  complessità organizzativa, anche in ottica di un migliore coinvolgimento delle risorse umane, è una chiave di ripensamento delle attività e dei modus operandi che in un’organizzazione sono in continua evoluzione e richiedono un’attenzione permanente, non meno di quella dedicata alle componenti tecnologiche caratterizzanti un prodotto”.

Il convegno Fabbrica Futuro ospiterà contributi di manager ed imprenditori che rappresentano aziende manifatturiere di eccellenza, contributi accademici e contenuti di rappresentanti di aziende che offrono prodotti, servizi, soluzioni e consulenza per il mercato manifatturiero.

L’evento si svilupperà nell’arco dell’intera giornata, dalle 8.45 alle 17.30, con una sessione plenaria la mattina e sessioni parallele pomeridiane suddivise per le tematiche del settore (Dall’automazione allo Smart Manufacturing, Supply chain management, Progettare i prodotti del futuro, Finanziare l’innovazione, Competenze e processi di lavoro).

Tutte le info per partecipare all’evento e l’agenda della giornata sono disponibili sul sito https://www.este.it/eventi-per-data/442-fabbrica-futuro-torino-2017.html

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ANSA : Holonix corre con l’Internet delle cose

Cresce Spin off PoliMi con progetto per macchine intelligenti

Quando il concetto di Industria 4.0 era sconosciuto in Italia, c’era chi scriveva una tesi di dottorato sulla gestione del ciclo di vita dei prodotti intelligenti e oggi ringrazia Angela Merkel per “aver reso un’idea da addetti ai lavori una cosa che capiscono tutti”. E’ Jacopo Cassina, ingegnere del Politecnico di Milano e fondatore di Holonix assieme all’attuale presidente, Marco Taisch, docente in prima linea nello sviluppo dell’Industria 4.0 italiana. Holonix è uno spin off del Politecnico nato nel 2010 per riversare nell’ambito industriale anni di ricerche internazionali.

Il piano Industria 4.0 spiega, “ha portato un cambiamento di mentalità negli imprenditori, dando un aiuto forte nella comprensione del mondo della digitalizzazione delle imprese”. In azienda, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni Iot (Internet of Things) per le macchine industriali, c’è stata “un’impennata di ordini negli ultimi mesi”. Le aziende “si stanno muovendo perché hanno iniziato a capire. Sarebbe molto importante portare avanti questo discorso negli anni”. Con Holonix “siamo partiti in tre persone, oggi siamo in 21, e vogliamo supportare le aziende nell’innovare i loro prodotti, processi e servizi, implementando un approccio Internet of Things che liberi valore aggiunto nella conoscenza del ciclo di vita del prodotto” spiega Cassina. In particolare, il gruppo partecipa a progetti di ricerca europei che gli consentono “di comprendere il mercato e innovare le nostre stesse soluzioni”. Come, ad esempio, i-Like Machines, la piattaforma che connette le persone tramite macchine industriali intelligenti. Una soluzione “pensata per far collaborare chi produce la macchina, chi fa manutenzione e chi la utilizza, affinché tutti gli attori possano trarne vantaggio” spiega Cassina. In pratica, “abbiamo automatizzato questa relazione, che già esisteva, facendo in modo che i dati vengano presi dalla macchina, mostrati a chi la usa e condivisi con chi l’ha progettata”. In questo modo il produttore può vedere i dati veri che gli consentono di capire meglio come l’impianto si comporta, quindi, di migliorarlo. “Abbiamo un’esperienza decennale che deriva dalla ricerca con anni di applicazioni sul mercato e molte soluzioni installate in settori differenti”, dalla nautica, alla produzione industriale, dall’alimentare al chimico, dal manifatturiero all’automotive. L’azienda ha chiuso il 2016 con un fatturato di 1,1 milioni di euro e conta di arrivare a 1,5 milioni nel 2017.

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HOLONIX PRESENTA i-LiKe Machines AL CONVEGNO “THE NEXT FACTORY”

Gli attori del mercato manifatturiero riuniti in un’unica location per mettere a confronto le idee, raccontare i casi di eccellenza e proporre soluzioni concrete per le aziende manifatturiere di tutto il territori italiano

 

L8 Giugno Holonix, spin off del Politecnico di Milano con sede a Meda (MB), che si occupa di ottimizzazione ed efficientamento dei processi produttivi e delle soluzioni integrate per il ciclo di vita del prodotto, in ottica Industria 4.0, sarà gold sponsor ufficiale del Convengo The Next Factory che si terrà a Cinisello Balsamo presso l’Hotel Cosmo (Via F. de Sanctis, 5).

L’evento ospiterà contributi di imprenditori e manager che rappresentano aziende manifatturiere di eccellenza, contributi accademici e contenuti di rappresentanti di aziende che offrono prodotti, servizi, soluzioni e consulenza per il mercato manifatturiero.

Il convengo si svilupperà nell’arco dell’intera giornata, dalle 8.30 alle 17.30, e sarà suddivisa in due momenti: il primo in sala plenaria affronterà le problematiche relative alla strategia, ai finanziamenti, al superammortamento, alle figure professionali e alla sicurezza informatica; durante il secondo momento, in quattro sale separate si svolgeranno i workshop suddivisi per tematiche del settore (robot collaborativi, Industrial IoT e sensori, tecnologie additive e fabbrica intelligente).

Durante l’evento, il CEO di Holonx, Jacopo Cassina, terrà uno speech dal titolo ‘Internet of things e Industry 4.0: è il momento di innovare’. “Siamo lieti di poter portare il nostro contributo in questo evento, molto rilevante per l’industria manifatturiera italiana. – dice Jacopo Cassina -. Grazie agli incentivi fiscali promossi dalla Legge di Stabilità (Superammortamento ed Iperammortamento) la chiave di successo per l’Industry 4.0 è alla portata di tutti. Holonix, grazie al panel di competenze uniche sul mercato, è il partner affidabile per affiancare le aziende nel raggiungimento dei requisiti necessari per ottenere gli incentivi fiscali. E allora, non ci sono più scuse per aspettare: è tempo di agire!.

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Holonix presenta i-LiKe Machines al Convegno The Next Factory

Lo spin off del Politecnico di Milano gold sponsor ufficiale dell’evento che si terrà a Cinisello Balsamo (MI) l’8 Giugno 2017

Meda, 26 Maggio 2017 – Tutti gli attori del mercato manifatturiero riuniti in un’unica location per mettere a confronto le idee, raccontare i casi di eccellenza e proporre soluzioni concrete per le aziende manifatturiere di tutto il territori italiano. L’8 Giugno Holonix, spin off del Politecnico di Milano con sede a Meda (MB), che si occupa di ottimizzazione ed efficientamento dei processi produttivi e delle soluzioni integrate per il ciclo di vita del prodotto, in ottica Industria 4.0, sarà gold sponsor ufficiale del Convengo The Next Factory che si terrà a Cinisello Balsamo presso l’Hotel Cosmo (Via F. de Sanctis, 5).

L’evento ospiterà contributi di imprenditori e manager che rappresentano aziende manifatturiere di eccellenza, contributi accademici e contenuti di rappresentanti di aziende che offrono prodotti, servizi, soluzioni e consulenza per il mercato manifatturiero.

Il convengo si svilupperà nell’arco dell’intera giornata, dalle 8.30 alle 17.30, e sarà suddivisa in due momenti : il primo in sala plenaria affronterà le problematiche relative alla strategia, ai finanziamenti, al superammortamento, alle figure professionali e alla sicurezza informatica; durante il secondo momento, in 4 sale separate si svolgeranno i workshop suddivisi per tematiche del settore (Robot collaborativi, Industrial IoT e sensori, Tecnologie Additive e Fabbrica Intelligente).

Durante l’evento, il CEO di Holonx, Ing. Jacopo Cassina, terrà uno speech dal titolo “Internet of things e Industry 4.0: è il momento di innovare”.

Siamo lieti di poter portare il nostro contributo in questo evento, molto rilevante per l’industria manifatturiera italiana. – dichiara l’Ing. Jacopo Cassina – Grazie agli incentivi fiscali promossi dalla Legge di Stabilità (Superammortamento ed Iperammortamento) la chiave di successo per l’Industry 4.0 è alla portata di tutti. Holonix, grazie al panel di competenze uniche sul mercato, è il partner affidabile per affiancare le aziende nel raggiungimento dei requisiti necessari per ottenere gli incentivi fiscali. E allora, non ci sono più scuse per aspettare: è tempo di agire!

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TECN’È : QUANDO LA MACCHINA DIVENTA INTELLIGENTE

i-LiKe Machines di Holonix assicura di interconnettere la macchina industriale secondo gli standard richiesti dal Piano Industria 4.0 dotandola di intelligenza e rendendola comunicante con l’uomo e con i sistemi di fabbrica.

I dati sono il nuovo oro nero. La chiave per il successo è riuscire a trasformarli in informazioni utili per tutti gli interlocutori aziendali al fine di ottimizzare ed efficientare l’intero ciclo produttivo. Secondo questa vision, Holonix, spin off del Politecnico di Milano che si occupa di Internet of Things, ha progettato e sviluppato i-LiKe Machines, l’innovativa soluzione che permette una connessione tra la Casa produttrice e l’utilizzatore delle macchine industriali, garantendo una gestione da remoto e una diagnostica predittiva ai fini manutentivi.

i-LiKe Machines non solo rientra negli standard richiesti dal Piano Nazionale Industria 4.0, per poter beneficiare degli incentivi fiscali previsti dalla Legge di Stabilità (super e iper ammortamento), ma risolve per l’azienda/utilizzatrice della macchina uno dei punti per essa obbligatori (ovvero lo scambio di informazioni con i sistemi interni).

L’innovativo sistema di Holonix permette al produttore e all’utilizzatore di rimanere sempre connessi tra loro, registrando i parametri operativi delle macchine, massimizzandone il valore percepito, rilevando KPI ed ottenendo i dati di utilizzo della macchina, garantendo maggior competitività sul mercato e fidelizzando il rapporto con i propri clienti. L’utilizzatore della macchina, tramite il Machine Monitoring è in grado di controllare in real time i tempi di ciclo della macchina, l’usura degli utensili e il numero di pezzi prodotti, ricevendo allarmi in caso di malfunzionamenti, fermo macchina e anomalie. Il produttore di macchine o colui che eroga assistenza e manutenzione su queste ultime, a sua volta, ha a disposizione un’interfaccia per la geolocalizzazione del parco installato, è in costante collegamento con l’utente finale ed è in grado di pianificare, gestire e fornire manutenzione su condizione, “servitizzando” i propri impianti.

La quarta rivoluzione industriale è ormai in atto, il cammino da intraprendere è quello verso la digitalizzazione delle imprese : si tratta di un’occasione di sviluppo, di creazione di nuovi modelli di business e di rilancio. Adottare soluzioni tecnologiche che rendano più appetibili e fruibili prodotti già esistenti significa consolidare il proprio rapporto con il cliente finale, rendendosi maggiormente competitivi e aumentando la customer satisfaction.

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IL CITTADINO MB: LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE NEL CONVEGNO TARGATO HOLONIX

La società spin off del Politecnico di Milano protagonista di un grande evento a Cinisello

Ora è il tempo di un’altra rivoluzione industriale: quella che sta cambiando radicalmente il mondo manifatturiero, sempre più condizionato da fattori come tecnologia, organizzazione, innovazione, gestione dei dati a distanza. Holonix, la società di Meda spin off del Politecnico di Milano, sta appunto collaborando all’organizzazione di un incontro su questioni ormai fondamentali nella gestione di una fabbrica moderna.

Holonix, nata nel 2010, individua e applica soluzioni destinate al miglioramento del processo produttivo in ogni settore. Risposte innovative fornite da un gruppo composto da ricercatori, dottorandi, ingegneri, tecnici informarici. Holonix che già può contare su una ventina di persone, sta ricercando un project manager, un junior software developer e un addetto per l’ufficio amministrativo.

Di questa rivoluzione si discuterà durante il convegno dal titolo “Industria 4.0: un’opportunità per il manifatturiero italiano”, in programma giovedì 8 Giugno all’hotel Cosmo di Cinisello Balsamo dalle ore 9.00 alle 17.30.

L’appuntamento servirà anche per meglio comprendere i vantaggi fiscali relativi al piano nazionale Industria 4.0 le ultime novità sull’iperammortamento, la certificazione degli investimenti 4.0 sopra i 500mila euro.

Appositi workshop saranno poi anche dedicati ai robot collaborativi, all’Industrial Internet of Things e sensori alla fabbrica intelligente. Durante questi incontri verranno presentati casi aziendali dove le varie tecnologie sono già state applicate. Al convegno verranno invitate 100 aziende appartenenti ai comparti meccanico, costruzione macchine, plastica, vetro, alimentare, packaging cosmetico, farmaceutico.

Holonix, oltretutto, da febbraio, è business partner di IBM. L’accordo ha siglato una sinergia strategica che ha lo scopo di offrire al mercato soluzioni fatte su misura.

L’obiettivo è quello di garantire alle imprese italiane l’opportunità di entrare nel mondo della manifattura del futuro, sfruttando  gli elevati standard di qualità, sicurezza ed efficienza delle infrastrutture di IBM e dei servizi Holonix.

“Questa collaborazione con IBM- sottolinea Jacopo Cassina, Amministratore Delegato di Holonix- ci permetterà di offrire ai nostri clienti soluzioni ancora più affidabili e customizzate”.

Lo staff di Holonix è disponibile ad effettuare un check up gratuito per valutare l’adeguamento di un’azienda in base ai “nuovi” processi produttivi. Il costo di un “pacchetto” migliorativo parte da qualche migliaio di euro.

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