In questi ultimi mesi ci siamo spesso chiesti quali potrebbero essere i prossimi step da affrontare per accelerare la ripresa del manifatturiero e quali le attività utili per incentivarla.

L’emergenza sanitaria ha sicuramente sottolineato la complessità del sistema in cui lavoriamo e l’interconnessione di tutti gli attori presenti all’interno della value chain di qualsiasi settore, dandoci modo di confermare quello che già da tempo (fin dall’inizio della quarta rivoluzione industriale) avevamo scoperto: l’importanza di una digitalizzazione non solo dei processi all’interno di ogni singola realtà industriale ma dell’intera filiera di produzione, in cui IoT, Big Data e, in futuro AI, vengono adottati come strumenti base della strategia di processo.

Ed è proprio oggi l’ultimo giorno per presentare il PNRR – Piano Nazionale di ripresa e resilienza – alla Commissione Europea a Bruxelles, lo strumento cardine che fa della digitalizzazione industriale, la bandiera di questa nuova rinascita italiana.

Come già sottolineato, ogni realtà produttrice non si trova a lavorare in un mercato isolato e indipendente ma fa parte di un ecosistema articolato e ricco di relazioni (basti pensare a quante volte un produttore di macchine industriali si interfaccia con il proprio cliente in situazioni di necessità dovute a malfunzionamenti del prodotto acquistato o guasti dello stesso).

È quindi fondamentale che venga istituito un nuovo approccio che miri a conoscere il proprio mercato di riferimento e gli operatori al suo interno, salvaguardare i rapporti tra gli attori dello stesso, rendere efficienti e velocizzare le tempistiche di risposta degli uni e degli altri. Non solo, diventa estremamente positiva la presa in considerazione da parte degli erogatori, di promuovere la vendita di prodotti-servizi resi disponibili immediatamente al mercato con investimenti iniziali medio-bassi, quindi adatti fin da subito a qualsiasi PMI.

Sembra che ormai la strada sia segnata, un percorso che abbia come traguardo quello della digitalizzazione dei processi, in cui, attraverso l’utilizzo della tecnologia, il macchinario industriale diventa la chiave di lettura di ogni singola fase di produzione, grazie allo studio dei dati e al monitoraggio costante degli stessi (rilevabili e analizzabili con appositi strumenti quali ad esempio il software i-Live Machines), in grado di fornire non solo allarmi riguardanti l’andamento e il corretto funzionamento dello stesso ma anche di dare nuovi input per la progettazione e la costruzione di nuovi modelli che possano adattarsi e rispondere nel migliore dei modi alle necessità del cliente e dell’intero processo di produzione.

Ma, perché la “Factory” possa essere veramente “Smart”, occorre che anche tutti i lavoratori al suo interno lo diventino, seguendo il cambiamento e assimilando i concetti più importanti legati al vero significato della parola digitalizzazione. Occorre quindi comprendere cosa vuol dire introdurre sistemi di IoT e di Intelligenza aumentata all’interno della propria strategia produttiva, interiorizzare i concetti e capire quali possono essere gli strumenti più adatti per raggiungere i propri obiettivi.

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Fonte: Innovationpost.it