Organizzare e gestire una produzione sostenibile ha un duplice significato, il primo, economico, si riferisce alle attività che si svolgono all’interno della fabbrica e il loro impatto in termini di costi/ricavi, il secondo, ambientale, pone il focus sull’effetto che tali attività hanno al di fuori delle sue quattro mura.

Fino a qualche anno fa, la preoccupazione principale di ogni imprenditore era legata primariamente a “far quadrare i conti” erogando un servizio all’altezza delle aspettative dei propri clienti ma, ovviamente, seguendo spesso e volentieri la politica del risparmio. Oggi, a questo, si deve aggiungere un occhio di riguardo nei confronti delle problematiche ambientali, che si stanno facendo via via più insistenti. Purtroppo, però, la correlazione risparmio/sostenibilità non è per tutti ancora evidente, anzi, la maggior parte delle volte, lavorare in maniera eco-friendly, è visto come un dispendio di risorse economiche, senza un vero e proprio guadagno di ritorno.

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È il momento però, di fare un passo in avanti, non lasciarsi intimidire dalla paura di investire per un futuro migliore, sia dentro che fuori dalla propria fabbrica e aprire così le porte al circolare!

 

Le nuove politiche sostenibili

La maggior parte dei Paesi hanno già avviato, da qualche tempo, piani di sviluppo che guidino le aziende a diventare parte attiva nella trasformazione della supply chain; tra gli obiettivi di questo grande cambiamento che interessa l’industria della produzione, troviamo la riduzione degli sprechi e un utilizzo consapevole delle materie prime rigenerate. L’intento è proprio quello di avviare un rinnovamento dei metodi di lavoro e dell’intero modello di business.

In campo manifatturiero, si sta già lavorando attivamente, in ambito ricerca e sviluppo, all’implementazioni di nuove soluzioni che portino al raggiungimento della zero-defect production, così da eliminare tutti i pezzi di scarto che vanno ad aumentare la quantità di rifiuti industriali; non solo, si parla anche di revamping dei macchinari, altro metodo per andare a “rigenerare” il vecchio, proprio in ottica di circolarità.

Il progetto Data4Zero (Horizon2020), a cui Holonix partecipa con il suo i-Live Machines, ha l’obiettivo, ad esempio, di usare algoritmi di AI e dati di contesto (identificabile nella tracciabilità del prodotto) volti alla configurazione, adattamento e riconfigurazione della process chain a zero difetti; il progetto Level-up (Horizon2020), invece, si focalizza sulla relazione tra produttori di macchinari ed utilizzatori nella gestione del revamping delle macchine già presenti sul campo e, in quest’ultimo caso, Holonix partecipa sempre con i-Live Machines, che all’interno della piattaforma finale, permetterà di guidare gli attori nelle scelte di processo.

Lo sguardo è al futuro ma per arrivare a raggiungere gli obiettivi prefissati, è necessario che le aziende si muovano ora, modificando i propri asset così da essere in grado di accogliere i nuovi paradigmi sostenibili.

 

Con le nuove tecnologie si può fare

Grazie all’adozione di nuove tecnologie come IoT, Big Data e AI, è possibile avere il pieno controllo di ciò che accade sul campo, sapere, in ogni istante, cosa succede nelle linee di produzione, capire lo stato e il comportamento dei macchinari, così da anticipare eventuali imprevisti, guasti e fermi; grazie alla raccolta, all’organizzazione e alla storicizzazione dei dati provenienti dai macchinari industriali, sarà possibile attuare una strategia data-driven che, di conseguenza, permetta alla fabbrica, non solo di ottimizzare ed efficientare i livelli produttivi in termini di economicità interna ma anche, e soprattutto, di mirare ad un processo sostenibile, che eviti in maniera significativa l’accumulo di scarti dovuti al malfunzionamento delle macchine, alla velocizzazione dei tempi di lavoro e alla riqualificazione dell’intera value chain (anche per un miglioramento dei servizi ai clienti, come ad esempio la manutenzione predittiva e non più “a guasto”).

L’investimento iniziale, timore di molti produttori utilizzatori di macchinari, è contenuto se, tra le tecnologie abilitanti alla raccolta dei dati, si sceglie un SaaS in Cloud, scalabile dal punto di vista tecnologico (facilmente interfacciabile con ogni tipo di strumento di calcolo), dal punto di vista applicativo (utilizzabile in una o più fasi del «Ciclo di Vita» delle macchine) e dal punto di vista economico-finanziario (costi di utilizzo totalmente variabilizzati sul numero di macchine connesse e distribuiti nel tempo di utilizzo). Inoltre, è ancora possibile sfruttare gli incentivi fiscali come il credito d’imposta per i beni strumentali, immateriali, ricerca & sviluppo, innovazione e green.

Le nuove tecnologie sono quindi alla portata di tutti e la digitalizzazione industriale renderà possibile la diffusione concreta di un modello di economia sostenibile e circolare, sia dentro che fuori dalla smart factory.