Si conclude in positivo, per i produttori di macchine utensili, questo primo trimestre del 2021, che, fino all’ultimo, sembrava non voler accennare miglioramenti.

Certamente gli ultimi dati trasmessi dal centro studi UCIMU facevano ben sperare in una crescita del settore ma non così presto come si è invece verificato.

“L’indice elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu – Sistemi per Produrre rileva, nei primi tre mesi dell’anno, un incremento del 48,6% rispetto allo stesso periodo del 2020. In valore assoluto l’indice si è attestato a 169 (base 100 nel 2015)”. (Cit. Innovationpost.it)

Possiamo affermare con certezza che, tra le cause che hanno sicuramente portato ad avere questi incrementi, è il Piano Transizione 4.0 che ha incoraggiato gli investimenti in ambito di Machinery Management grazie al credito d’imposta e al bonus formazione 4.0.

Le nuove direttive e i nuovi incentivi sono stati ben accolti da tutti poiché pensati prendendo in considerazione i principi chiave racchiusi all’interno della filosofia della Quarta Rivoluzione Industriale, ovvero inclusione, apertura e sicurezza. Sembra infatti che, non solo le Big del settore ma anche le piccole medie eccellenze italiane si siano rese conto dell’importanza di un cambiamento, un cambiamento necessario per ricominciare ad essere competitivi sia all’interno del mercato italiano che in quello estero.

“Sul fronte interno, infatti, i costruttori italiani rilevano un incremento degli ordinativi pari al 157,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 195,5”. Sul fronte estero, gli ordini sono cresciuti del 30,5% rispetto al periodo gennaio-marzo 2020. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 155”. (Cit. Innovationpost.it)

I dati sopra riportati però non devono assolutamente essere presi come un punto di arrivo, al contrario devono raffigurare un nuovo stimolo per non fermarci e per continuare ad apportare le modifiche necessarie affinchè la produzione di macchinari non si fermi e sia sempre più indirizzata verso quelle che sono le prerogative per una completa digitalizzazione dei processi.

Il primo passo, dunque, sembra essere quello di comprendere fino in fondo i benefici delle tecnologie abilitanti, capirne l’utilizzo nel proprio contesto industriale e inserirle come guida delle nuove strategie di business; non solo, mostrarsi dinamici e intraprendenti all’interno di un contesto mutevole come quello in cui ci troviamo a lavorare, potrebbe essere l’unico modo per mantenere competitività ed efficienza.

Il secondo, è senza dubbio, progettare nuove tipologie di macchinari industriali, intelligenti e comunicanti, dotati di un sistema che permette di monitorare e conoscere in real time il loro ciclo di vita, prevedendo fermi e criticità. A tutto questo ci pensano i nuovi strumenti di Augmented Intelligence, come i-Live Machines, Software as a Service in Cloud, specializzato nella raccolta e nell’analisi dei dati provenienti dal parco macchine installato, che permette di analizzare il comportamento e le prestazioni delle macchine in ogni momento, di diagnosticare e notificare possibili guasti e malfunzionamenti.

Fonte: innovationpost.it