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VISIONE, TECNOLOGIE E NUOVI PROCESSI

La reale trasformazione digitale

Molte aziende hanno compreso il valore intrinseco della raccolta dei dati, ma poche hanno davvero compreso come utilizzarli e come trasformarli in informazioni chiave. L’utilizzo dei dati provenienti da macchinari connessi in rete per abilitare un aggiornamento automatico nel sistema gestionale, si traduce solamente nello sfruttare una piccola parte della ricchezza di informazioni disponibili.

Un primo esempio di reale trasformazione digitale è rappresentato da un utilizzo dei dati, per ottenere una drastica riduzione degli scarti in lavorazione (zero defects), iniziando dall’apprendimento derivante dal poter navigare tra i dati massivi, analizzandoli con l’esperienza di chi conosce i processi da cui nascono, per poi passare all’utilizzo di algoritmi di data analytics ed infine a strumenti di intelligenza artificiale.

All’interno del progetto europeo Z-Fact0r (G.A. 723906), che ha come obiettivo lo sviluppo di un software finalizzato all’ottimizzazione dei processi produttivi introducendo sistemi di monitoraggio e previsione guasti/difetti in tempo reale con conseguente settaggio automatico delle macchine al fine di minimizzare gli scarti/sprechi, Holonix sta testando dei futuri sviluppi per la propria IoT Suite i-LiKe Machines, nella quale i dati raccolti verranno storicizzati e le nuove conoscenze acquisite saranno la base per l’implementazione degli algoritmi necessari all’avvio di una produzione Zero Defects.

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PMI E INNOVAZIONE: NON ME LA POSSO PERMETTERE!

Non è vero che l’innovazione è troppo difficile o troppo costosa!

«Possedere internamente tutte le competenze necessarie per la gestione di progetti ad alta innovazione, tenendo il passo con l’evoluzione esponenziale della tecnologia, sta diventando sempre più difficile e oneroso». Fosse vero, sarebbe un bel guaio! Le cosiddette tecnologie “smart” stanno infatti diventando la base di partenza per introdurre elementi di innovazione radicale, sia di prodotto che di processo. Molti pensano che i vantaggi derivanti dall’innovazione possano essere esclusivo appannaggio della grande azienda che ha possibilità di padroneggiare la tecnologia e di mettere in campo investimenti milionari, e che le PMI debbano limitarsi a considerare innovazione il solo ammodernamento di un impianto o la sostituzione di un macchinario, possibilmente sfruttando gli incentivi disponibili; ma il processo di innovazione è prima di tutto culturale piuttosto che tecnologico. Esso risiede nella voglia di mettersi in gioco e abbandonare gli schemi seguiti da sempre.

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