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CYBERPHYSICAL EXPERIENCE – ELEA E HOLONIX INSIEME PER LA SMART FACTORY

Data Manager, la rivista professionale dell’Information & Communication Technology, dedica l’intervista di copertina del numero di Settembre ad Elea e Holonix

Portare l’IoT nelle medie realtà manifatturiere, trascurato fiore all’occhiello della nostra economia, si può. Grazie ad Holonix, lo specialista bresciano di soluzioni espositive Elea ha dematerializzato i processi di produzione di tutte le componenti funzionali per la realizzazione di concept innovativi al servizio della moderna distribuzione.

di Andrea Lawendel – foto Gabriele Sandrini

La convergenza tra IT e OT è uno dei temi più caldi dello smart manufacturing per migliorare la gestione delle risorse, delle prestazioni e dei processi, ottimizzare la qualità, ridurre i costi di produzione, connettendo tutte le singole parti dell’intero ecosistema dell’impresa. Innovare un processo aziendale non è mai scontato. D’altra parte non è neppure un gesto barocco, pieno di inutili svolazzi, o un esercizio di mera avanguardia, un bombardamento a tappeto di tecnologie di frontiera. L’innovazione è eleganza, sobrietà, la giusta misura di nuovi strumenti, dosati con la maestria che può venire solo da una competenza ad ampio spettro, che abbraccia i processi e la tecnologia che li trasforma.

Come la grande arte, l’innovazione deve apparirci semplice, ma radicalmente diversa dalla routine. Spontanea, ma connaturata a una tecnica che ha richiesto studio e impegno. «Il livello raggiunto in prestazioni e costi dalle tecnologie digitali e la loro progressiva convergenza con altre tecnologie hanno innescato un ulteriore processo complessivo di innovazione, che coinvolge tutti i settori: dal terziario dei fintech services, al secondario dell’Industry 4.0, fino al primario dell’agro-innovation» – osserva Jacopo Cassina, CEO e co-founder di Holonix (www.holonix.it), laboratorio e partner di innovazione orientato in particolare alle aziende manifatturiere o impegnate sul fronte della produzione di beni di consumo.

Le statistiche dicono che – per paradosso – riuscire a innovare questo comparto è problematico proprio per la presenza di tante organizzazioni poco strutturate, dove l’eccellenza va di pari passo con tradizione e sapienza artigiana. Nelle aziende campionesse dell’economia manifatturiera italiana, quelle di dimensioni medio-piccole, la qualità dei prodotti – quasi sempre frutto di una grande creatività e capacità di interpretare e anticipare il bisogno dei clienti – genera una sorta di assuefazione. Una ritrosia che induce a rimandare il cambiamento anche quando la pressione competitiva e la velocità del mondo esterno, lo rendono prioritario.
Tuttavia, il principio per cui se una cosa funziona non serve cambiarla perde di valore nell’era dell’Internet of Things, quando le “cose” devono essere intelligenti dentro. Il team di consulenti, analisti e sviluppatori di
Holonix interviene in queste situazioni con il preciso obiettivo di accompagnare nei loro percorsi di trasformazione e apertura verso l’Industry 4.0, le imprese che devono concentrare tutte le loro risorse su ciò che sanno fare meglio.

Fonte: http://www.datamanager.it/

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VISIONE, TECNOLOGIE E NUOVI PROCESSI

La reale trasformazione digitale

Molte aziende hanno compreso il valore intrinseco della raccolta dei dati, ma poche hanno davvero compreso come utilizzarli e come trasformarli in informazioni chiave. L’utilizzo dei dati provenienti da macchinari connessi in rete per abilitare un aggiornamento automatico nel sistema gestionale, si traduce solamente nello sfruttare una piccola parte della ricchezza di informazioni disponibili.

Un primo esempio di reale trasformazione digitale è rappresentato da un utilizzo dei dati, per ottenere una drastica riduzione degli scarti in lavorazione (zero defects), iniziando dall’apprendimento derivante dal poter navigare tra i dati massivi, analizzandoli con l’esperienza di chi conosce i processi da cui nascono, per poi passare all’utilizzo di algoritmi di data analytics ed infine a strumenti di intelligenza artificiale.

All’interno del progetto europeo Z-Fact0r (G.A. 723906), che ha come obiettivo lo sviluppo di un software finalizzato all’ottimizzazione dei processi produttivi introducendo sistemi di monitoraggio e previsione guasti/difetti in tempo reale con conseguente settaggio automatico delle macchine al fine di minimizzare gli scarti/sprechi, Holonix sta testando dei futuri sviluppi per la propria IoT Suite i-LiKe Machines, nella quale i dati raccolti verranno storicizzati e le nuove conoscenze acquisite saranno la base per l’implementazione degli algoritmi necessari all’avvio di una produzione Zero Defects.

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PMI E INNOVAZIONE: NON ME LA POSSO PERMETTERE!

Non è vero che l’innovazione è troppo difficile o troppo costosa!

«Possedere internamente tutte le competenze necessarie per la gestione di progetti ad alta innovazione, tenendo il passo con l’evoluzione esponenziale della tecnologia, sta diventando sempre più difficile e oneroso». Fosse vero, sarebbe un bel guaio! Le cosiddette tecnologie “smart” stanno infatti diventando la base di partenza per introdurre elementi di innovazione radicale, sia di prodotto che di processo. Molti pensano che i vantaggi derivanti dall’innovazione possano essere esclusivo appannaggio della grande azienda che ha possibilità di padroneggiare la tecnologia e di mettere in campo investimenti milionari, e che le PMI debbano limitarsi a considerare innovazione il solo ammodernamento di un impianto o la sostituzione di un macchinario, possibilmente sfruttando gli incentivi disponibili; ma il processo di innovazione è prima di tutto culturale piuttosto che tecnologico. Esso risiede nella voglia di mettersi in gioco e abbandonare gli schemi seguiti da sempre.

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