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DATA MANAGER – HOLONIX: LA POTENZA DELLE COSE, L’ENERGIA DELLE PERSONE

Data Manager, la rivista professionale dell’Information & Communication Technology, dedica l’intervista di copertina del numero di Luglio/Agosto ad Holonix

Essere pronti per l’Industry 4.0 e gareggiare ad armi pari con la concorrenza. Al fianco delle PMI, nell’impresa di diventare digitali. Ricerca tecnologica, competenze e soluzioni per fornire servizi di qualità in tempi brevi e a prezzi competitivi. L’ascesa di Holonix, azienda di soluzioni IoT avanzate, dedicate all’efficientamento dei processi produttivi e di servizi a esso correlati.

di Giuseppe Badalucco – foto di Gabriele Sandrini

L’IoT ha stravolto il modo tradizionale di fare impresa. Moltiplicando le possibilità di esplorare nuove opportunità di business e raggiungere un numero maggiore di clienti. Allo stesso tempo, la digitalizzazione dei processi libera una quantità enorme di informazioni a disposizione delle aziende per offrire prodotti e servizi altamente customizzati.
Un solco entro cui si inserisce l’azione di Holonix (www.holonix.it) azienda che offre soluzioni integrate IoT per l’efficientamento dei processi produttivi e di servizi ad esso correlati. Forte delle esperienze di ricerca – svolte dai soci fondatori presso il dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano nell’ambito delle tematiche legate al Product Lifecycle Management (PLM) e proseguite in ambito internazionale con aziende del calibro di Siemens e IBM – Holonix, propone soluzioni Internet of Things in domini specifici, usufruendo dell’infrastruttura IBM per abilitare le aziende clienti nel fornire prodotti-servizi.
Siamo in pieno territorio Industry 4.0. Un tema oggi particolarmente caldo. Ma che era assai meno pop quando Jacopo Cassina, socio e amministratore delegato di Holonix iniziò a muovere i primi passi, a grandi linee, una quindicina d’anni fa. «Mi occupo di questo mondo dai tempi della tesi di laurea al Politecnico di Milano. Partendo dal dominio della tracciabilità e degli RFID,fino a un dottorato sugli smart products». L’idea di mettersi in proprio si salda con quella che per Cassina rappresenta una delle cesure epocali di questi anni, la convergenza di fisico e digitale e la nascita di sistemi cyber-fisici (Cyber Physical Systems), un insieme di tecnologie abilitanti, capaci di generare un sistema autonomo, intercomunicante e intelligente, in grado di facilitare l’integrazione tra soggetti diversi, distanti fisicamente.

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IL PRIMO PASSO VERSO LA MANUTENZIONE PREDITTIVA

Nelle imprese che adotteranno tecnologie 4.0, i guasti meccanici, i fermi macchina e i giorni di inattività saranno quasi inesistenti

Le macchine industriali non avranno bisogno di un controllo costante dell’uomo per funzionare a regime ma sapranno gestirsi autonomamente grazie al Machine Learning e ai Big Data. Useranno le informazioni disponibili per migliorare il processo produttivo o per evitare fermi dovuti a parti che non funzionano correttamente. Tutto questo sarà possibile grazie alle nuove tecnologie e alla manutenzione predittiva.

Il fine della manutenzione predittiva non è solo quello di monitorare lo stato delle macchine e dei componenti ma anche quello di individuare delle debolezze o delle usure che potrebbero rallentare o rendere meno efficiente la produzione. Questo è lo scenario futuro del mondo industriale, ma qual è il primo step per diventare davvero un’Impresa 4.0?

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BIG DATA E MANUTENZIONE

Per chi produce e usa macchine, Big Data e IoT “sono l’Industria 4.0”

Macchine e sistemi di produzione negli anni hanno generato grandi quantità di dati, ma la cui maggioranza è rimasta inutilizzata a causa della non disponibilità di adeguate capacità di storage, di analisi, di comunicazione e di condivisione.

Grazie alla rapida evoluzione di funzionalità/costo delle tecnologie abilitanti l’Industria 4.0, questa limitazione è stata rimossa e ad oggi, nessuno mette in dubbio che al cuore di questo epocale processo di trasformazione ci siano la raccolta sistematica dei big data originati dalle macchine, la loro condivisione in modalità Internet of Things e il loro trattamento mediante forme di Artificial Intelligence evolute.

In merito alle finalità concrete che l’utilizzo di questi Big Data avrà nell’ambito industriale, sembra essere stata raggiunta una minore consapevolezza, specialmente nelle PMI.

A riguardo, può essere utile illustrare come l’utilizzo delle nuove tecnologie e l’acquisizione dei relativi vantaggi possano essere visti da un produttore (e dai suoi clienti) come le tappe di un viaggio verso la Manutenzione 4.0.

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PROGETTO EUROPEO SULLA DIAGNOSTICA PREVENTIVA

Insieme a diciassette partner europei partecipa anche Sacmi per studiarne l’applicazione sulle presse a compressione CCM

Diciotto partner europei del mondo accademico e industriale, tra i quali il gruppo Sacmi, hanno avviato il progetto di ricerca Z-Bre4K per lo sviluppo di tecniche per la diagnosi predittiva di macchine e impianti produttivi.

Finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020, ha l’obiettivo di mettere a punto nuovi algoritmi predittivi specifici per un modello produttivo cha sta evolvendo da una logica di alti volumi e massima ripetitività verso modelli industriali “assembly-to-order”, che richiedono macchine e componenti (e quindi strategie) modulari e scalabili.

Oltre a Sacmi, partecipano al progetto Z-Bre4K: AIC-Automotive Intelligence Center, Aimen, Atlantis Engineering, Brunel University di Londra, CDS, Core Innovation, CRIT, École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL), Fraunhofer IAO, Gestamp, Holonix (spin off del Politecnico di Milano), IMEC, Innovalia, Inova+, Philips Drachten.

Per informazioni: Z-Bre4K

© Polimerica –  Riproduzione riservata

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LA TECNOLOGIA È “SOLO” UN FATTORE ABILITANTE

Le “Tecnologie Digitali” hanno determinato tangibili cambiamenti epocali ed ora stanno abilitando un’ulteriore fase di profondo cambiamento dei nostri sistemi socio-economici che sfocerà, non tanto in un  succedersi di episodici ed eclatanti fenomeni di “disruption”, quanto nella creazione di un vero e proprio nuovo ecosistema socio-economico, alle cui mutate caratteristiche diventerà necessario sapersi adattare.

Diverse domande accompagnano questo processo.

La prima è relativa al ruolo che in esso gioca la tecnologia. La tecnologia ha sempre rappresentato un fattore non eludibile del progresso. La rapida “rivoluzione digitale” non potrà che continuare ad essere un fattore chiave nel processo di trasformazione in atto e la capacità di gestirla e dominarla nel contesto globalizzato sarà elemento strategico di chi riuscirà ad esserne protagonista.

La seconda riguarda gli obiettivi perseguibili. Appare sempre più chiaro come le nuove tecnologie non si limitino solamente a rendere più efficienti i processi operativi in essere, o a rendere possibile la loro integrazione. I paradigmi del “Cloud” e dell’ “edge computing”, che offrono enormi potenzialità a costi molto contenuti, insieme alla disponibilità ubiqua di connessione, stanno rendendo possibili vere e proprie re-invenzioni dei modelli di business storicamente adottati. L’esempio immediatamente comprensibile è quello della servitizzazione dei prodotti, che viene applicata a svariati settori: dall’aereonautica, nel quale, invece di motori, vengono vendute ore di volo, all’automotive, dove non vengono vendute automobili, ma “mobilità”; altri esempi sono presenti in settori meno visibili, come quello delle stampanti 3d, delle macchine industriali o di cantiere. Questo implica una profonda conoscenza e padronanza dei propri processi distintivi quale premessa al pieno utilizzo del potere innovatore delle nuove tecnologie.

Una terza domanda emerge infine circa le modalità di padronanza di questo potere tecnologico. Nessuno può ragionevolmente ambire ad essere autonomo in quanto a conoscenza e a controllo delle innumerevoli componenti delle tecnologie digitali. Rilevanza strategica assume la capacità di identificare e perseguire le partnership più coerenti sul piano tecnologico e di business con la propria tipologia di attività e le proprie capacità dimensionali e di globalizzazione.

Venendo alle specificità italiane, vanno sottolineati la riconosciuta qualità distintiva di prodotto (il cosiddetto “made in Italy”) e la frammentazione delle realtà imprenditoriali che ne rappresentano l’eccellenza. Da questo punto di vista, assumono rilevanza strategica la capacità di saper governare la componente digitale di prodotto – il cosiddetto aspetto Cyber che diventerà l’asse portante di qualsiasi prodotto/servizio – ed il necessario e inevitabile cambiamento dei modelli di business.

In risposta all’insieme di esigenze illustrate, si sviluppa la mission di Holonix. Nasce dall’eccellenza richiesta per la partecipazione a progetti di ricerca internazionali, dove approfondire la conoscenza degli aspetti cruciali circa l’innovazione tecnologica e metodologica in partnership con prestigiosi leader di vari settori, continua con la capacità di derivarne prodotti e soluzioni IoT fruibili anche da chi non ha accesso diretto alla ricerca più avanzata, e si completa nella disponibilità a supportare, su queste basi, le aziende italiane con interventi tailor-made nelle loro iniziative concrete di innovazione.

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HOLONIX E LA SFIDA DEI DATI VERAMENTE UTILI

Gli ordini di macchine industriali italiane crescono. Nel quarto trimestre del 2017 l’indice di Ucimu – Sistemi per produrre, associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, ha registrato un incremento circa del 20% su base annua. Sul fronte interno, i costruttori italiani di macchine hanno registrato un incremento della raccolta ordini dell’80% rispetto al quarto trimestre del 2016.

Il risultato è una conferma dell’importanza del piano italiano dedicato all’Industria 4.0, tema non certo relegabile all’ottenimento di un vantaggio fiscale e che rappresenta una vera e propria rivoluzione, sia dal punto di vista tecnologico che da quello culturale.

Molte aziende hanno ormai compreso il valore intrinseco della raccolta dei dati, ma poche hanno capito veramente a fondo come sfruttarla e sono in difficoltà nell’individuare con certezza quali sono i dati realmente utili a creare valore all’interno del processo di produzione del pezzo e/o di manutenzione della macchina.

Utilizzare i dati provenienti dai macchinari industriali per abilitare un aggiornamento automatico del software gestionale consente di ottenere solamente un piccolo beneficio rispetto a quello offerto dalla ricchezza delle informazioni disponibili. Monitorare con continuità i parametri più opportuni per identificare le non conformità in produzione, prevenire la generazione di parti difettose ricalibrando la linea, ridurre gli scarti e monitorare i processi, è invece un modo per generare benefici reali ottenibili grazie ad un attento e consapevole utilizzo dei dati.

Altri benefici sono rappresentati dalla riduzione significativa dei fermi macchina e del costo degli interventi: necessità a cui fanno fronte la manutenzione predittiva e su condizione.

Questi sono solo alcuni esempi delle opportunità offerte dalla trasformazione digitale che sta alla base di Industria 4.0; ambito nel quale Holonix, Spin off del Politecnico di Milano, ha sviluppato i-LiKe Machines, la soluzione in grado di rispondere a questo tipo di necessità nei reparti produttivi delle aziende manifatturiere e non.

L’offerta di Holonix nasce da tre colonne portanti: l’eccellenza nel contribuire a progetti di ricerca ed innovazione internazionali, la capacità di derivarne soluzioni software IoT che rispondono alle necessità del mercato e, infine, la capacità di fornire il supporto metodologico tailor made necessario allo sviluppo di progetti concreti di innovazione tecnologica presso le aziende italiane.

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INDUSTRIA 4.0, PER ESEMPIO

Trasformazione digitale significa visione, tecnologia e nuovi processi

Holonix è una realtà italiana orientata al futuro, nata nel 2010 come spin off del Politecnico di Milano.

Cloud computing, embedded e edge computing, connettività ubiqua e a basso costo … sono ormai ben riconoscibili i trend tecnologici che stanno rivoluzionando la nostra vita privata e la nostra vita professionale.

Eppure la conoscenza di un fenomeno epocale come Industria 4.0 sembra essere per lo più limitata alle agevolazioni fiscali previste dal piano nazionale e all’interpretazione dei requisiti per fruirne; un argomento quasi più di pertinenza di commercialisti e contabili, che di tecnici di produzione e direttori IT.

Un progetto ben strutturato di Industria 4.0 non può, però, che partire da un efficace utilizzo delle sue tecnologie abilitanti, guidato da una chiara vision del management aziendale, che ne declina i vantaggi nella specificità dei processi aziendali.

Molte aziende comprendono, per la verità, il valore intrinseco della raccolta dei dati; ma poche hanno davvero compreso che cosa possono farsene. L’utilizzare i dati provenienti da macchine connesse in rete per abilitare un aggiornamento automatico nel gestionale si traduce infatti nello sfruttare solo una piccola parte della ricchezza di informazioni disponibili.

Un primo esempio di reale digital transformation è invece rappresentato, per esempio, dall’utilizzare i dati per ottenere una drastica riduzione degli scarti in lavorazione (zero defects), iniziando magari dall’apprendimento derivante dal poter navigare tra dati massivi, analizzandoli con l’esperienza di chi conosce i processi da cui nascono, per poi passare all’utilizzo di algoritmi di data analytics e infine a strumenti di intelligenza artificiale.

Un altro utilizzo virtuoso della nuova disponibilità di dati è il basarci modalità di manutenzione predittiva e su condizione, per ridurre in modo molto significativo l’impatto dei fermi macchina e il costo degli interventi.

Andando oltre il mondo della fabbrica, spaziando verso l’impresa 4.0, le opportunità si fanno ancora più rilevanti. Sfruttare le potenzialità dell’IoT per creare nuovi Prodotti-Servizio, con l’aggiunta di servizi a valore aggiunto in precedenza preclusi, permette non solo l’interazione continuativa nel tempo e la fidelizzazione dei clienti, ma anche l’aumento esponenziale di dati dal field a disposizione del fornitore. A ciò si legano le possibilità di Miglioramento della Progettazione, eventualmente integrandovi i sistemi PLM aziendali.

Questi sono solo alcuni esempi delle opportunità offerte dalla trasformazione digitale che sta alla base di Industria 4.0, uno degli ambiti di intervento primari per Holonix, con prodotti come i-LiKe Machines e Idea Manager.

Gli esempi illustrano, nel concreto, le necessità cui Holonix sa fornire una risposta efficace. La sua offerta nasce infatti da tre distintive e riconosciute colonne portanti: l’eccellenza nel contribuire a progetti di ricerca e innovazione internazionali, la capacità di sviluppare applicazioni software Internet of Things appetite dal mercato, la disponibilità a fornire il supporto metodologico personalizzato necessario alle iniziative concrete di innovazione tecnologica delle aziende italiane.

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MACCHINE UTENSILI & FLEET MANAGEMENT: I BENEFICI

Costante collegamento in tempo reale con l’intero parco macchine installato, fidelizzazione con il cliente finale, raccolta sistematica e analisi dei dati reali, geolocalizzazione di ogni singola macchina venduta: non sono più solo promesse, ma grazie ad i-LiKe Machines questi sono i benefici di cui possono godere i produttori di macchine industriali.

Holonix, Spin off del Politecnico di Milano, associata Federmacchine, grazie alla partecipazione a diversi Progetti Europei in ambito Manufacturing, ha potuto realizzare per i produttori di macchine industriali un’innovativa soluzione che consente di renderle intelligenti e comunicanti.

Utilizzando le tecnologie più evolute, i-LiKe Machines è infatti in grado di rendere possibile il monitoraggio continuo di tutti i parametri fisici di una macchina, di fare manutenzione su condizione, di efficientarne l’uso in produzione e di utilizzare i dati reali per riprogettarle. Grazie al modulo Fleet Management, il produttore è in grado, da qualsiasi posizione, utilizzando device mobili, di controllare la reale situazione del proprio parco macchine installato, attraverso una mappa che indica la localizzazione dell’intera flotta.

Tramite la soluzione i-LiKe Machines, il produttore può connettersi alla macchina da cui riceve una segnalazione o un alert, per iniziare la fase di analisi e verifica di tutti i dati raccolti, relativi all’esecuzione, alla produzione e alla prestazione; questo assicura una completa analisi dei dati al fine di ottimizzare la risoluzione degli interventi. Sapendo in anticipo quando una macchina ha bisogno di interventi e manutenzione, i pezzi di ricambio possono essere ordinati in anticipo e consegnati in tempo utile al cliente, garantendogli così un eccellente servizio di assistenza; ma soprattutto, si possono evitare i tanto temuti “fermo macchina” con relativi risparmi di tempo e denaro. Inoltre, il cliente avrà accesso dedicato alla piattaforma e tramite una dashboard personalizzata potrà consultare i propri dati di utilizzo.

“Efficienza” è la parola d’ordine di questo cambiamento in atto che abbraccia maggiore produttività e riduzione dei costi di programmazione, funzionamento e manutenzione delle macchine industriali. La soluzione i-LiKe Machines coniuga in sé innovazione e concretezza per risolvere i problemi quotidiani concreti con soluzioni innovative.

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This Android, iOS virtual tailor wants to cut out millions of online clothing returns

ISizeYou is a virtual tailor app that helps you buy the right size of clothes online first time

Websites are already using 3D imaging technology and various tools to let people try on clothes virtually. But returns remain a costly headache for clothes retailers and for the environment. According to several reports, almost two-thirds of online clothes shoppers have sent something back at some point and clothing returns can be as high as 40 percent.

It’s not just because some products are poor quality or defective, but mainly because consumers find it nearly impossible to choose the right size online. As a result, they replicate the process that occurs in bricks-and-mortar stores and order various sizes and colors, and then turn their bedroom into a retailer’s changing room. The problem is free returns are costing retailers big money, and that’s not sustainable.

ISizeYou aims to solve this problem by acting as a virtual tailor and measuring your body, so that it’s easier for you to pick the right size when buying online. As Marc Cortés, professor of digital strategy and marketing at ESADE Business School in Barcelona, says: “reducing customer friction points is key for e-commerce success.”

The app, funded to the tune of €1m ($1.23m) by EU project Morpheos, has been developed jointly by the UPC’s Institute of Textile Research and Industrial Cooperation (Intexter), companies iDeal and Holonix, Italian clothing manufacturing Piacenza, and the Technical University of Munich, as well as the Spanish Technology Institute on Metal-Processing, Furniture, Wood, Packaging and Related Industries, AIDIMME.

Development of the app began in January 2017, with the first version released in January 2018 for iPhone and Android. “The app analyzes a couple of pictures uploaded by the user and calculates a series of measurements in two dimensions. These figures enable the app to decide a person’s morphotype and then extrapolate other dimensions in 3D,” José Antonio Tornero, researcher at Intexter and coordinator of the project, tells ZDNet. Once you’ve downloaded the app, logged in, and entered your height and weight, it uses the pictures you provide to create your specific size profile. Then, when you visit a store that uses the app, such as Piacenza Cashmere, and choose an item, it automatically knows the right size for you.

However, because ISizeYou is still in beta, the process requires patience. Taking the pictures can take time, as you have to dress in close-fitting dark clothes, including socks. You also need someone to take the pictures of you since using a self-timer can lead to wrong measurements.

Last but not least, errors can occur when contouring the body and uploading the images. These errors naturally can play havoc with subsequent online shopping visits. But the researchers are working hard to improve accuracy.

“It’s true that for now the app works much better for men and with Piacenza. But we are working to solve these issues, and to integrate subjective aspects such as the buyer’s preferences in clothing [such as tighter or looser],” Tornero says. “We’re also trying to learn from the buyer’s use of the app through machine-learning techniques,” he adds. Tornero believes that the software could ultimately reduce clothing retailers’ returns and associated costs by 80 percent. Currently, in the European fashion sector, the percentage of returns is 40 percent, he says.

Yet Marc Carpio, sales director at Vente-Privée/Privalia Spain, considers that size is just one side of the problem. “It’s a matter of the total look. In stores you can use all your senses, see the real color, feel the drape and hand of the base fabric. When you get an order at home, sometimes the reality is not as you expected and, as the return is free, you decide to use this option.” That’s why Carpio believes that “translating the offline store experience to a domestic environment is a necessary move when considering the evolution of ecommerce”. At Vente Privée/Privalia, they are using more photos of the products from different angles, with zoom on details, and more precise descriptions of pieces of clothing.

On their side, ISizeYou partners are trying to involve more online stores in the project, and they expect the system to work in other sectors where measurements are a key factor, such as the furniture or the automotive industry.

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Ecommerce, arriva la app per evitare i resi

I siti di ecommerce specializzati in abbigliamento stanno già utilizzando la tecnologia di imaging 3D e vari strumenti per consentire alle persone di provare sui vestiti in modo virtuale, in modo da evitare i resi, che rimangono un costoso grattacapo per i rivenditori.

Secondo diversi rapporti, quasi due terzi degli acquirenti di vestiti online hanno effettuato resi con una percentuale che per il settore europeo della moda arriva al 40%. I resi sono effettuati non solo perché alcuni prodotti sono di scarsa qualità o difettosi, ma soprattutto perché i consumatori trovano quasi impossibile scegliere la dimensione giusta online. Di conseguenza replicano il processo che si verifica nei negozi fisici e ordinano varie taglie e colori per poi trasformare la loro camera da letto nel camerino di un negozio. Il problema è che i resi gratuiti costano molti soldi ai rivenditori, e questo non è sostenibile. L’idea degli specchi virtuali non è nuova. Il cliente, senza indossare il vestito si poneva davanti allo specchio che gli mostrava come sarebbe stato con quel vestito. Ma nel negozio è una soluzione che va bene solo per chi ha tanta fretta, mentre trasportata in casa ha tutto un altro senso.

ISizeYou, infatti, propone di risolvere il problema dei resi agendo come un sarto virtuale e misurando il corpo del cliente in modo che sia più facile scegliere la giusta dimensione al momento dell’acquisto online. In questo modo viene ridotto uno dei punti di attrito fra cliente e rivenditore che è la chiave del successo dell’e-commerce.

L’app, finanziata per 1 milione di euro dal progetto Ue Morpheos, è stata sviluppata congiuntamente dall’Istituto di Ricerca tessile e cooperazione industriale dell’Upc (Intexter), dalle aziende iDealHolonix, dalla Manifattura italiana di abbigliamento di Piacenza e dall’Università Tecnica di Monaco, così come dall’Istituto spagnolo di tecnologia per la lavorazione dei metalli, mobili, legno, imballaggi e industrie correlate.

Lo sviluppo dell’applicazione è iniziato nel gennaio 2017, con la prima versione rilasciata nel gennaio 2018 per iPhone e Android.

L’app analizza un paio di immagini caricate dall’utente e calcola una serie di misure in due dimensioni. Queste cifre permettono all’app di decidere il morfopotipo di una persona e quindi di estrapolare altre dimensioni in 3D.

Dopo aver scaricato l’applicazione, effettuato l’accesso e inserito la propria altezza e peso, l’app utilizza le immagini fornite per creare il profilo di dimensione specifica. Poi, quando visiti un negozio che utilizza l’app, come ad esempio Piacenza Cashmere, e si sceglie un articolo, automaticamente riconosce la dimensione giusta del cliente.

Tuttavia, poiché ISizeYou è ancora in beta, il processo richiede pazienza. Scattare le foto può richiedere tempo, poiché è necessario vestirsi con abiti scuri aderenti, compresi i calzini. È inoltre necessario che qualcuno scatti le foto, poiché l’uso di un autoscatto può portare a misurazioni errate. Infine, è possibile che si verifichino errori durante la contornatura del corpo e il caricamento delle immagini. Questi errori, naturalmente, possono creare problemi con le successive visite ai negozi online, ma i ricercatori sono al lavoro per migliorare la precisione.

Per ora l’app funziona molto meglio per gli uomini e con Piacenza Cashmere ma il team è al lavoro per risolvere i problemi e integrare aspetti soggettivi come le preferenze dell’acquirente nell’abbigliamento (come il più stretto o il più flessibile). In più si sta cercando di imparare dall’uso dell’applicazione da parte dell’acquirente attraverso tecniche di apprendimento automatico. Il software potrebbe ridurre dell’80% il rendimento dei rivenditori di abbigliamento e i relativi costi.

Per qualcuno però le dimensioni siano solo un aspetto del problema. La moda è anche un problema di total look. Nei negozi è possibile utilizzare tutti i sensi, vedere il colore reale, sentire il drappo e la mano del tessuto di base. Quando si ottiene un ordine a casa, a volte la realtà non è come ci si aspettava e con il ritorno è gratuito, si decide di utilizzare questa opzione.

Per questo tradurre l’esperienza del negozio offline in un ambiente domestico sia una mossa necessaria se si considera l’evoluzione dell’e-commerce. Per questo rivenditoro come Vente Privée/Privalia utilizzano più foto dei prodotti da diverse angolazioni, con zoom sui dettagli, e descrizioni più precise dei capi di abbigliamento.

Da parte loro, i partner ISizeYou stanno cercando di coinvolgere più negozi online nel progetto, e si aspettano che il sistema funzioni in altri settori in cui le misurazioni sono un fattore chiave, come ad esempio l’industria automobilistica o del mobile.

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