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HOLONIX E LA SFIDA DEI DATI VERAMENTE UTILI

Gli ordini di macchine industriali italiane crescono. Nel quarto trimestre del 2017 l’indice di Ucimu – Sistemi per produrre, associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, ha registrato un incremento circa del 20% su base annua. Sul fronte interno, i costruttori italiani di macchine hanno registrato un incremento della raccolta ordini dell’80% rispetto al quarto trimestre del 2016.

Il risultato è una conferma dell’importanza del piano italiano dedicato all’Industria 4.0, tema non certo relegabile all’ottenimento di un vantaggio fiscale e che rappresenta una vera e propria rivoluzione, sia dal punto di vista tecnologico che da quello culturale.

Molte aziende hanno ormai compreso il valore intrinseco della raccolta dei dati, ma poche hanno capito veramente a fondo come sfruttarla e sono in difficoltà nell’individuare con certezza quali sono i dati realmente utili a creare valore all’interno del processo di produzione del pezzo e/o di manutenzione della macchina.

Utilizzare i dati provenienti dai macchinari industriali per abilitare un aggiornamento automatico del software gestionale consente di ottenere solamente un piccolo beneficio rispetto a quello offerto dalla ricchezza delle informazioni disponibili. Monitorare con continuità i parametri più opportuni per identificare le non conformità in produzione, prevenire la generazione di parti difettose ricalibrando la linea, ridurre gli scarti e monitorare i processi, è invece un modo per generare benefici reali ottenibili grazie ad un attento e consapevole utilizzo dei dati.

Altri benefici sono rappresentati dalla riduzione significativa dei fermi macchina e del costo degli interventi: necessità a cui fanno fronte la manutenzione predittiva e su condizione.

Questi sono solo alcuni esempi delle opportunità offerte dalla trasformazione digitale che sta alla base di Industria 4.0; ambito nel quale Holonix, Spin off del Politecnico di Milano, ha sviluppato i-LiKe Machines, la soluzione in grado di rispondere a questo tipo di necessità nei reparti produttivi delle aziende manifatturiere e non.

L’offerta di Holonix nasce da tre colonne portanti: l’eccellenza nel contribuire a progetti di ricerca ed innovazione internazionali, la capacità di derivarne soluzioni software IoT che rispondono alle necessità del mercato e, infine, la capacità di fornire il supporto metodologico tailor made necessario allo sviluppo di progetti concreti di innovazione tecnologica presso le aziende italiane.

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INDUSTRIA 4.0, PER ESEMPIO

Trasformazione digitale significa visione, tecnologia e nuovi processi

Holonix è una realtà italiana orientata al futuro, nata nel 2010 come spin off del Politecnico di Milano.

Cloud computing, embedded e edge computing, connettività ubiqua e a basso costo … sono ormai ben riconoscibili i trend tecnologici che stanno rivoluzionando la nostra vita privata e la nostra vita professionale.

Eppure la conoscenza di un fenomeno epocale come Industria 4.0 sembra essere per lo più limitata alle agevolazioni fiscali previste dal piano nazionale e all’interpretazione dei requisiti per fruirne; un argomento quasi più di pertinenza di commercialisti e contabili, che di tecnici di produzione e direttori IT.

Un progetto ben strutturato di Industria 4.0 non può, però, che partire da un efficace utilizzo delle sue tecnologie abilitanti, guidato da una chiara vision del management aziendale, che ne declina i vantaggi nella specificità dei processi aziendali.

Molte aziende comprendono, per la verità, il valore intrinseco della raccolta dei dati; ma poche hanno davvero compreso che cosa possono farsene. L’utilizzare i dati provenienti da macchine connesse in rete per abilitare un aggiornamento automatico nel gestionale si traduce infatti nello sfruttare solo una piccola parte della ricchezza di informazioni disponibili.

Un primo esempio di reale digital transformation è invece rappresentato, per esempio, dall’utilizzare i dati per ottenere una drastica riduzione degli scarti in lavorazione (zero defects), iniziando magari dall’apprendimento derivante dal poter navigare tra dati massivi, analizzandoli con l’esperienza di chi conosce i processi da cui nascono, per poi passare all’utilizzo di algoritmi di data analytics e infine a strumenti di intelligenza artificiale.

Un altro utilizzo virtuoso della nuova disponibilità di dati è il basarci modalità di manutenzione predittiva e su condizione, per ridurre in modo molto significativo l’impatto dei fermi macchina e il costo degli interventi.

Andando oltre il mondo della fabbrica, spaziando verso l’impresa 4.0, le opportunità si fanno ancora più rilevanti. Sfruttare le potenzialità dell’IoT per creare nuovi Prodotti-Servizio, con l’aggiunta di servizi a valore aggiunto in precedenza preclusi, permette non solo l’interazione continuativa nel tempo e la fidelizzazione dei clienti, ma anche l’aumento esponenziale di dati dal field a disposizione del fornitore. A ciò si legano le possibilità di Miglioramento della Progettazione, eventualmente integrandovi i sistemi PLM aziendali.

Questi sono solo alcuni esempi delle opportunità offerte dalla trasformazione digitale che sta alla base di Industria 4.0, uno degli ambiti di intervento primari per Holonix, con prodotti come i-LiKe Machines e Idea Manager.

Gli esempi illustrano, nel concreto, le necessità cui Holonix sa fornire una risposta efficace. La sua offerta nasce infatti da tre distintive e riconosciute colonne portanti: l’eccellenza nel contribuire a progetti di ricerca e innovazione internazionali, la capacità di sviluppare applicazioni software Internet of Things appetite dal mercato, la disponibilità a fornire il supporto metodologico personalizzato necessario alle iniziative concrete di innovazione tecnologica delle aziende italiane.

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MACCHINE UTENSILI & FLEET MANAGEMENT: I BENEFICI

Costante collegamento in tempo reale con l’intero parco macchine installato, fidelizzazione con il cliente finale, raccolta sistematica e analisi dei dati reali, geolocalizzazione di ogni singola macchina venduta: non sono più solo promesse, ma grazie ad i-LiKe Machines questi sono i benefici di cui possono godere i produttori di macchine industriali.

Holonix, Spin off del Politecnico di Milano, associata Federmacchine, grazie alla partecipazione a diversi Progetti Europei in ambito Manufacturing, ha potuto realizzare per i produttori di macchine industriali un’innovativa soluzione che consente di renderle intelligenti e comunicanti.

Utilizzando le tecnologie più evolute, i-LiKe Machines è infatti in grado di rendere possibile il monitoraggio continuo di tutti i parametri fisici di una macchina, di fare manutenzione su condizione, di efficientarne l’uso in produzione e di utilizzare i dati reali per riprogettarle. Grazie al modulo Fleet Management, il produttore è in grado, da qualsiasi posizione, utilizzando device mobili, di controllare la reale situazione del proprio parco macchine installato, attraverso una mappa che indica la localizzazione dell’intera flotta.

Tramite la soluzione i-LiKe Machines, il produttore può connettersi alla macchina da cui riceve una segnalazione o un alert, per iniziare la fase di analisi e verifica di tutti i dati raccolti, relativi all’esecuzione, alla produzione e alla prestazione; questo assicura una completa analisi dei dati al fine di ottimizzare la risoluzione degli interventi. Sapendo in anticipo quando una macchina ha bisogno di interventi e manutenzione, i pezzi di ricambio possono essere ordinati in anticipo e consegnati in tempo utile al cliente, garantendogli così un eccellente servizio di assistenza; ma soprattutto, si possono evitare i tanto temuti “fermo macchina” con relativi risparmi di tempo e denaro. Inoltre, il cliente avrà accesso dedicato alla piattaforma e tramite una dashboard personalizzata potrà consultare i propri dati di utilizzo.

“Efficienza” è la parola d’ordine di questo cambiamento in atto che abbraccia maggiore produttività e riduzione dei costi di programmazione, funzionamento e manutenzione delle macchine industriali. La soluzione i-LiKe Machines coniuga in sé innovazione e concretezza per risolvere i problemi quotidiani concreti con soluzioni innovative.

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This Android, iOS virtual tailor wants to cut out millions of online clothing returns

ISizeYou is a virtual tailor app that helps you buy the right size of clothes online first time

Websites are already using 3D imaging technology and various tools to let people try on clothes virtually. But returns remain a costly headache for clothes retailers and for the environment. According to several reports, almost two-thirds of online clothes shoppers have sent something back at some point and clothing returns can be as high as 40 percent.

It’s not just because some products are poor quality or defective, but mainly because consumers find it nearly impossible to choose the right size online. As a result, they replicate the process that occurs in bricks-and-mortar stores and order various sizes and colors, and then turn their bedroom into a retailer’s changing room. The problem is free returns are costing retailers big money, and that’s not sustainable.

ISizeYou aims to solve this problem by acting as a virtual tailor and measuring your body, so that it’s easier for you to pick the right size when buying online. As Marc Cortés, professor of digital strategy and marketing at ESADE Business School in Barcelona, says: “reducing customer friction points is key for e-commerce success.”

The app, funded to the tune of €1m ($1.23m) by EU project Morpheos, has been developed jointly by the UPC’s Institute of Textile Research and Industrial Cooperation (Intexter), companies iDeal and Holonix, Italian clothing manufacturing Piacenza, and the Technical University of Munich, as well as the Spanish Technology Institute on Metal-Processing, Furniture, Wood, Packaging and Related Industries, AIDIMME.

Development of the app began in January 2017, with the first version released in January 2018 for iPhone and Android. “The app analyzes a couple of pictures uploaded by the user and calculates a series of measurements in two dimensions. These figures enable the app to decide a person’s morphotype and then extrapolate other dimensions in 3D,” José Antonio Tornero, researcher at Intexter and coordinator of the project, tells ZDNet. Once you’ve downloaded the app, logged in, and entered your height and weight, it uses the pictures you provide to create your specific size profile. Then, when you visit a store that uses the app, such as Piacenza Cashmere, and choose an item, it automatically knows the right size for you.

However, because ISizeYou is still in beta, the process requires patience. Taking the pictures can take time, as you have to dress in close-fitting dark clothes, including socks. You also need someone to take the pictures of you since using a self-timer can lead to wrong measurements.

Last but not least, errors can occur when contouring the body and uploading the images. These errors naturally can play havoc with subsequent online shopping visits. But the researchers are working hard to improve accuracy.

“It’s true that for now the app works much better for men and with Piacenza. But we are working to solve these issues, and to integrate subjective aspects such as the buyer’s preferences in clothing [such as tighter or looser],” Tornero says. “We’re also trying to learn from the buyer’s use of the app through machine-learning techniques,” he adds. Tornero believes that the software could ultimately reduce clothing retailers’ returns and associated costs by 80 percent. Currently, in the European fashion sector, the percentage of returns is 40 percent, he says.

Yet Marc Carpio, sales director at Vente-Privée/Privalia Spain, considers that size is just one side of the problem. “It’s a matter of the total look. In stores you can use all your senses, see the real color, feel the drape and hand of the base fabric. When you get an order at home, sometimes the reality is not as you expected and, as the return is free, you decide to use this option.” That’s why Carpio believes that “translating the offline store experience to a domestic environment is a necessary move when considering the evolution of ecommerce”. At Vente Privée/Privalia, they are using more photos of the products from different angles, with zoom on details, and more precise descriptions of pieces of clothing.

On their side, ISizeYou partners are trying to involve more online stores in the project, and they expect the system to work in other sectors where measurements are a key factor, such as the furniture or the automotive industry.

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Ecommerce, arriva la app per evitare i resi

I siti di ecommerce specializzati in abbigliamento stanno già utilizzando la tecnologia di imaging 3D e vari strumenti per consentire alle persone di provare sui vestiti in modo virtuale, in modo da evitare i resi, che rimangono un costoso grattacapo per i rivenditori.

Secondo diversi rapporti, quasi due terzi degli acquirenti di vestiti online hanno effettuato resi con una percentuale che per il settore europeo della moda arriva al 40%. I resi sono effettuati non solo perché alcuni prodotti sono di scarsa qualità o difettosi, ma soprattutto perché i consumatori trovano quasi impossibile scegliere la dimensione giusta online. Di conseguenza replicano il processo che si verifica nei negozi fisici e ordinano varie taglie e colori per poi trasformare la loro camera da letto nel camerino di un negozio. Il problema è che i resi gratuiti costano molti soldi ai rivenditori, e questo non è sostenibile. L’idea degli specchi virtuali non è nuova. Il cliente, senza indossare il vestito si poneva davanti allo specchio che gli mostrava come sarebbe stato con quel vestito. Ma nel negozio è una soluzione che va bene solo per chi ha tanta fretta, mentre trasportata in casa ha tutto un altro senso.

ISizeYou, infatti, propone di risolvere il problema dei resi agendo come un sarto virtuale e misurando il corpo del cliente in modo che sia più facile scegliere la giusta dimensione al momento dell’acquisto online. In questo modo viene ridotto uno dei punti di attrito fra cliente e rivenditore che è la chiave del successo dell’e-commerce.

L’app, finanziata per 1 milione di euro dal progetto Ue Morpheos, è stata sviluppata congiuntamente dall’Istituto di Ricerca tessile e cooperazione industriale dell’Upc (Intexter), dalle aziende iDealHolonix, dalla Manifattura italiana di abbigliamento di Piacenza e dall’Università Tecnica di Monaco, così come dall’Istituto spagnolo di tecnologia per la lavorazione dei metalli, mobili, legno, imballaggi e industrie correlate.

Lo sviluppo dell’applicazione è iniziato nel gennaio 2017, con la prima versione rilasciata nel gennaio 2018 per iPhone e Android.

L’app analizza un paio di immagini caricate dall’utente e calcola una serie di misure in due dimensioni. Queste cifre permettono all’app di decidere il morfopotipo di una persona e quindi di estrapolare altre dimensioni in 3D.

Dopo aver scaricato l’applicazione, effettuato l’accesso e inserito la propria altezza e peso, l’app utilizza le immagini fornite per creare il profilo di dimensione specifica. Poi, quando visiti un negozio che utilizza l’app, come ad esempio Piacenza Cashmere, e si sceglie un articolo, automaticamente riconosce la dimensione giusta del cliente.

Tuttavia, poiché ISizeYou è ancora in beta, il processo richiede pazienza. Scattare le foto può richiedere tempo, poiché è necessario vestirsi con abiti scuri aderenti, compresi i calzini. È inoltre necessario che qualcuno scatti le foto, poiché l’uso di un autoscatto può portare a misurazioni errate. Infine, è possibile che si verifichino errori durante la contornatura del corpo e il caricamento delle immagini. Questi errori, naturalmente, possono creare problemi con le successive visite ai negozi online, ma i ricercatori sono al lavoro per migliorare la precisione.

Per ora l’app funziona molto meglio per gli uomini e con Piacenza Cashmere ma il team è al lavoro per risolvere i problemi e integrare aspetti soggettivi come le preferenze dell’acquirente nell’abbigliamento (come il più stretto o il più flessibile). In più si sta cercando di imparare dall’uso dell’applicazione da parte dell’acquirente attraverso tecniche di apprendimento automatico. Il software potrebbe ridurre dell’80% il rendimento dei rivenditori di abbigliamento e i relativi costi.

Per qualcuno però le dimensioni siano solo un aspetto del problema. La moda è anche un problema di total look. Nei negozi è possibile utilizzare tutti i sensi, vedere il colore reale, sentire il drappo e la mano del tessuto di base. Quando si ottiene un ordine a casa, a volte la realtà non è come ci si aspettava e con il ritorno è gratuito, si decide di utilizzare questa opzione.

Per questo tradurre l’esperienza del negozio offline in un ambiente domestico sia una mossa necessaria se si considera l’evoluzione dell’e-commerce. Per questo rivenditoro come Vente Privée/Privalia utilizzano più foto dei prodotti da diverse angolazioni, con zoom sui dettagli, e descrizioni più precise dei capi di abbigliamento.

Da parte loro, i partner ISizeYou stanno cercando di coinvolgere più negozi online nel progetto, e si aspettano che il sistema funzioni in altri settori in cui le misurazioni sono un fattore chiave, come ad esempio l’industria automobilistica o del mobile.

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ISizeYou, il sarto virtuale per Andoid e iOS

L’app si pone l’obbiettivo di ridurre dell’80% i resi degli acquisti online

I siti web già usavano la tecnologia di imaging 3D e altri vari tools per permettere alle persone di provare virtualmente i vestiti. Ma i resi rimangono un problema per i rivenditori d’abbigliamento e per l’ecosistema.Secondo diversi rapporti, quasi due terzi dei clienti online rispedisce indietro il prodotto, e la probabilità di reso su un acquisto può raggiungere il 40%. Ciò succede non solo perché alcuni prodotti sono di scarsa qualità o difettosi, ma soprattutto perché i consumatori fanno fatica a trovare la taglia giusta online.

Come risultato, replicano il processo che attuerebbero nel punto vendita fisico, trasformando la camera da letto in un camerino di un negozio, ordinando diverse taglie e colori. Il problema è che i resi gratuiti costano molto ai rivenditori e all’ecosistema.

ISizeYou punta a risolvere questo problema agendo come un sarto virtuale e misurando quindi il corpo dell’utente, così che sia più facile scegliere la giusta taglia quando si compra online.

L’app, finanziata con la somma di un milione di euro (1,23 milioni di dollari) dal progetto europeo Morpheos, è stata sviluppata congiuntamente dall’Istituto di Ricerca Tessile e Cooperazione Industriale (Intexter) dell’UPC, dalle aziende iDeal e Holonix, dall’industria manifatturiera italiana di Piacenza e dalla Technical University di Monaco, nonché l’Istituto Spagnolo di Tecnologia della Lavorazione dei Metalli, Mobili, Legno, Imballaggi e Industrie Connesse, AIDIMME.

Lo sviluppo dell’app è iniziato nel Gennaio del 2017, con la prima versione rilasciata a Gennaio 2018 per iPhone e Android. “L’app analizza un paio di foto caricate dall’utente e calcola una serie di misurazioni in due dimensioni, che gli consentono di stabilire il morfotipo della persona e quindi estrapolare altre dimensioni in 3D, dice a ZDNet José Antonio Tornero, ricercatore presso Intexter e coordinatore del progetto. Una volta che l’utente ha scaricato la app, ha effetuato il login e ha inserito il proprio peso e altezza, l’app provvede a creare il profilo della taglia ideale con le foto che l’utente carica. Dopodiché, visitando uno store che utilizza l’app, ad esempio Piacenza Cashmere, questo saprà automaticamente la taglia più adatta dell’articolo scelto dall’utente.

Tuttavia, poiché ISizeYou è ancora in beta, il processo richiede pazienza. Fare la foto può richiedere tempo siccome è necessario vestirsi con abiti neri e aderenti, inclusi i calzini. Inoltre non ci si può fare la foto da soli con l’autoscatto, che potrebbe falsare le misurazioni, ma è necessario che la faccio qualcun altro.

Ultimo ma non meno importante, si possono verificare errori durante il contouring del corpo e il caricamento delle immagini. Questi errori, naturalmente, possono creare difficoltà con le successive visite agli store online. Ma i ricercatori stanno lavorando duramente per migliorare la precisione.

“È vero che per adesso l’app funziona molto meglio per gli uomini e con Piacenza. Ma stiamo lavorando per risolvere questi problemi e per integrare aspetti soggettivi come le preferenze dell’acquirente nell’abbigliamento (se più attillato o oversize ad esempio),” afferma Tornero. “Stiamo anche provando ad informarci dall’utilizzo da parte dell’acquirente dell’app, attraverso tecniche di apprendimento automatico”, ha aggiunto.

Tornero crede che il software possa ridurre dell’80% fondamentalmente i resi dei vestiti ai rivenditori online e i costi relativi. Attualmente, nel settore della moda europea, la percentuale di resi è del 40%, dice. Tuttavia Marc carpio, direttore vendite presso Vente-Privée/Privalia Spagna, considera la taglia solo una parte del problema.

Dalla loro parte, i partner di ISizeyou stanno cercando di coinvolgere più negozi online nel progetto e si aspettano che il sistema funzioni in altri settori in cui le misurazioni sono un fattore chiave, come i mobili o l’industria automobilistica.

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Sistemi&Impresa

SISTEMI & IMPRESA – IoT, DALLA TEORIA ALLA PRATICA. HOLONIX PORTA IL 4.0 NELLE PMI

Sistemi & Impresa- Management e tecnologie per le imprese del futuro dedica l’intervista di copertina del numero di Marzo ad Holonix

Intervista a Jacopo Cassina, Lara Binotti, Eva Coscia, Alberto Alberio e Angelo Giorgetti

Nata nel 2010 come Spin off del Politecnico di Milano, oggi è un player dell’Industria 4.0 che sa conciliare la capacità di proporre e gestire progetti di innovazione con l’offerta concreta per rispondere alle esigenze quotidiane delle aziende.

Da una parte giacca, cravatta e valigetta e sullo sfondo i palazzi dell’Unione Europea; dall’altra attrezzi, tuta da lavoro, cavi in spalla e un impianto di produzione come retroscena: è tutta concentrata in questa immagine la vision di Holonix, azienda nata nel 2010 come Spin off del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e specializzata nel supportare le imprese nell’innovare prodotti, processi e servizi implementando un approccio Internet of Things (IoT) che liberi valore nella conoscenza del ciclo di vita del prodotto.

“Portiamo l’innovazione in produzione”, commenta Jacopo Cassina,  CEO di Holonix, come suggerisce l’ultima campagna pubblicitaria lanciata a inizio 2018, che sottolinea la doppia anima dell’azienda: la capacità di proporre progetti di innovazione sommata alla concretezza delle esigenze quotidiane.

Holonix siede spesso ai tavoli internazionali come rappresentate italiano in progetti innovativi. Cassina, infatti, da 10 anni è “Vision Manager” a supporto dell’Unione europea “in progetti di roadmapping sul Manufacturing e tecnologie digitali per la Smart Factory”.

In questo colloquio, Cassina ha voluto al suo fianco il team di lavoro – composto da Alberto Alberio, IT Director, Lara Binotti, Sales Director ed Eva Coscia, R&I Director – e Angelo Giorgetti, Business Advisor, che da fine 2017 supporta Holonix nella fase di passaggio da startup ad azienda strutturata.

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HOLONIX A FABBRICA FUTURO

Un’unica location nella quale si riuniscono tutti gli attori del mercato manifatturiero per mettere a confronto idee, raccontare casi di eccellenza e proporre soluzioni concrete per le aziende manifatturiere di tutto il territorio italiano. Il 14 marzo, presso l’Hotel DoubleTree by Hilton Venice North di Mogliano Veneto, si è svolto il convegno “Fabbrica Futuro” e Holonix (www.holonix.it), Spin off del Politecnico di Milano, con sede a Meda, in provincia di Monza, ha sponsorizzato l’evento.

Il convegno ha ospitato contributi di manager e imprenditori che rappresentano aziende manifatturiere di eccellenza, contributi accademici e contenuti di rappresentanti di aziende che offrono prodotti, servizi, soluzioni e consulenza per il mercato manifatturiero.

In occasione dell’evento, il CEO di Holonix, spinoff che si occupa di ottimizzazione dei processi produttivi e soluzioni integrate per la gestione del ciclo di vita del prodotto, ha tenuto uno speech dal titolo “Industria 4.0: dalla teoria alla pratica”.

“Siamo lieti di poter portare il nostro contributo in questo evento, molto rilevante per l’industria manifatturiera italiana, ha dichiarato l’Ing. Jacopo Cassina. “Industria 4.0 è un progetto di innovazione che deve coinvolgere l’azienda a 360°. Rappresenta un’occasione di sviluppo, di creazione di nuovi modelli di business e di rilancio”.

“Holonix ha la capacità, riconosciuta a livello europeo di portare avanti progetti di elevato livello con partner tecnologici prestigiosi, e poi da questi sviluppare soluzioni e progetti in ottica 4.0 immediatamente fruibili dalle piccole e medie imprese italiane”, ha concluso Cassina.

Il convegno si è sviluppato nell’arco dell’intera giornata, con una sessione plenaria al mattino, dedicata a scenari e trend del manifatturiero italiano, e laboratori tematici di approfondimento nel pomeriggio.

 

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UNA COMUNICAZIONE SEMPLICE

La comunicazione uomo-macchina non è mai stata così semplice. Holonix, Spin off del Politecnico di Milano, ha sviluppato per i produttori di macchine industriali i-LiKe Machines, l’innovativa soluzione completa e implementata per le macchine industriali.

Eventi come la batteria scarica o il motore in panne sono capitati a tutti noi. Non si tratta di situazioni improvvise, ma in genere sono legate al normale deterioramento e all’usura dei componenti. Accade nel settore automotive, dove le Case automobilistiche stanno sviluppando automobili intelligenti, così come nella nautica dove Holonix ha sviluppato i-Captain, la soluzione per i cantieri che vogliono fornire ai loro clienti un servizio di gestione e manutenzione basato su Cloud. Nel mondo industriale, dove i protagonisti sono i macchinari, si ripropone lo stesso scenario, ma grazie all’utilizzo di IoT gateway e di tecnologie Cloud si possono acquisire dati in tempo reale dalle macchine che vengono poi tradotti in informazioni.

All’interno di questo scenario Holonix, Spin off del Politecnico di Milano, grazie alla partecipazione a diversi Progetti Europei in ambito Manufacturing (ex. ZBre4k, dedicato alla manutenzione predittiva), ha sviluppato i-LiKe Machines: l’innovativa soluzione completa ed implementata per i produttori di macchine industriali, in grado di soddisfarne le esigenze. i-LiKe Machines, utilizzando le tecnologie più evolute è in grado di rendere possibile il monitoraggio continuo di tutti i parametri fisici di una macchina, di fare manutenzione su condizione, di efficientare l’utilizzo in produzione delle macchine e di utilizzare i dati reali per migliorarne il disegno e la qualità. Per i produttori di macchinari industriali, Holonix ha sviluppato specificatamente il modulo “Fleet Management“, in grado di garantire un continuo collegamento con il cliente finale, una costante visibilità in tempo reale dell’utilizzo dell’intero parco installato, una raccolta sistemica e un’analisi dei dati reali; inoltre, il produttore o chi eroga assistenza può pianificare, gestire e fornire manutenzione su condizione presso i clienti. Gli utilizzatori delle macchine industriali invece, grazie ad i-LiKe Machines ottengono diversi benefici, tra cui il monitoraggio continuo di tutti i parametri fisici di una macchina, la manutenzione basata sul reale utilizzo delle macchine e l’efficientamento della produzione.

i-LiKe Machines risponde agli standard richiesti dal Piano Nazionale Industria 4.0. Holonix inoltre, si pone al servizio delle aziende, supportando le loro iniziative e i loro progetti di innovazione tecnologica.

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Auto, è tempo di “Manutelligence”: la Ferrari fa il pieno di big data

La scuderia di Maranello è uno dei 12 attori coinvolti dal progetto IoT finanziato dal piano Horizon 2020. Tre anni di ricerca e sviluppo che hanno fruttato una piattaforma che raccoglie dati durante l’intero ciclo di vita di prodotti e servizi. Navale, stampa 3D e casa le altre applicazioni

L’avvento della quarta rivoluzione industriale ha messo in evidenza l’impossibilità di competere nell’era digitale con un approccio da supereroi e non è un caso che l’open innovation sia indicata dagli esperti come il paradigma che governerà l’economia nei prossimi decenni. Nessuna azienda sembra infatti in grado di poter rimanere a lungo sul mercato facendo ricerca, sviluppo e produzione in casa, senza aprirsi a una contaminazione di idee e progetti. Lo stanno capendo aziende di settori, dimensioni e nazionalità differenti, che sempre più tendono a creare delle alleanze focalizzate sull’innovazione e orientate a garantire benefici diffusi.

Ne è un esempio il progetto Manutelligence, che coinvolge attori profondamenti diversi tra loro per peso e ambito d’azione e che è stato finanziato attraverso il piano Horizon 2020 dell’Unione Europea con 4,8 milioni di euro. L’iniziativa è nata dalla volontà di sviluppare una piattaforma IoT che fosse in grado di collegare il ciclo di vita del prodotto con il ciclo di vita del servizio relativo, ottimizzando prodotto e servizio grazie a funzionalità estese degli strumenti di simulazione basati sui dati raccolti tramite le soluzioni diInternet of Things. Nell’arco degli ultimi tre anni si sono messi a tavolino 12 attori tra imprese e università: Holonix, Dassault Systèmes, Rina Consulting e Balance Technology per la parte tecnologica e consulenziale, Ferrari, Meyer Turku, Lindbäcks e Fundació Cim per la parte industriale, Politecnico di Milano, SupsiI, Vtt e Biba per la parte accademica.

Dopo tre anni di ricerca, l’iniziativa è arrivata a dama con il lancio sul mercato di una piattaforma cloud che consente di integrare i sistemi tradizionali dai Cad ai Plm con le tecnologie IoT e che fornisce un unico spazio dati che comprende tutte le informazioni sul prodotto, dalla fase di disegno dei progettisti all’utilizzo finale dei clienti. Il progetto congiunto, che ha visto alla testa il gruppo francese Dassault Systèmes, ha trovato già applicazione in quattro casi d’uso: automobili, navi, case e stampanti 3D. A parlare italiano è soprattutto la case history di Ferrari. La piattaforma è stata utilizzata dagli ingegneri del cavallino rampante per sviluppare l’esperienza utente e migliorare il design dell’auto. L’obiettivo della scuderia di Maranello era lavorare allo sviluppo di un’offerta arricchita tanto del prodotto quanto del servizio. E dopo tre anni è stato centrato visto che, spiegano da Maranello, lo scambio continuo di dati tra le vetture dei clienti e i reparti di design e ingegnerizzazione stanno offrendo una panoramica inedita e utile a migliorare le performance.

Altro caso interessante è quello che ha coinvolto in qualità di attore protagonista Lindbäcks, gruppo scandinavo specializzato in produzione di case prefabbricate in legno. La piattaforma è servita in questo caso a sviluppare nuove esperienze di domotica per la casa di massimo comfort del futuro, attraverso l’utilizzo delle informazioni raccolte nell’uso quotidiano delle case e con una proposizione di servizio globale. E non è da meno è l’applicazione in ambito di stampa tridimensionale. La Fundació Cim, gruppo spagnolo che produce stampanti 3D e che collabora con diversi FabLab, è riuscita a integrare in un unico sistema i dati relativi alla progettazione e al disegno Cad, alla gestione delle macchine industriali, agli impatti ambientali e al calcolo dei costi. In queste ultime due situazioni, il progetto ha previsto l’installazione di un dispositivo IoT in grado di acquisire i dati e inviarli alla piattaforma Holonix, sviluppata dall’omonimo spin-off del Politecnico di Milano, che permette non solo una visualizzazione organica ma una gestione via app.

In tutti i casi di applicazione il beneficio risulta doppio. È a vantaggio sia del progettista, che può usare i dati per migliorare la progettazione, osservandone le performance e il reale utilizzo, sia dell’utente, che è in grado di usufruire di servizi migliori e di interagire con il proprio bene tramite cloud. “Il progetto Manutelligence è riuscito ad anticipare il passaggio da Industria 4.0 ad Impresa 4.0, affiancando quindi al miglioramento dei reparti di manifattura quello delle fasi di progettazione e after sales services – sottolinea Jacopo Cassina, amministratore delegato di Holonix – Tutto ciò è stato reso possibile dalle soluzioni di Internet of Things tipiche dell’industria 4.0 ma anche dalla piattaforma di gestione della progettazione, valutazione dei costi e dell’impatto ambientale. Questo permette aziende di avere accesso a dati reali, al fine di efficientarsi, progettare prodotti migliori e, tramite i servizi di after sale ben gestiti, di espandere il proprio business garantendo al contempo la soddisfazione del cliente durante tutto il ciclo di vita del prodotto e del servizio”.

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